“Ai bordi della strada”: 33 anni di r&b con le Scorie

"Ehi poche storie, ci son Le Scorie!". I loro concerti iniziano sempre così, da oltre tre decenni. Per tutto questo tempo si sono fatti...

“Un viaggio, dalle radici profonde”: il racconto folk-blues di Ugo Fagioli

Il suo progetto musicale è un racconto a tinte autobiografiche che raccoglie “quegli istanti in cui la malinconia fa da amplificatore a tutto”, racconta,...

L’Ombrellone e la Medusa: la fiaba musicale al sapore di salsedine di Christian Ravaglioli

Una storia d’amore estiva al sapore di salsedine, un po’ folcloristica e un po’ sognante, marittima nei tratti e nostalgica nell’intenzione. Una fiaba musicale...

Break The Rules, la travolgente “dance vibe” di Momo Said

L’omonimo singolo dei Pogues è uno dei miei pezzi irish-punk preferiti. Qui invece ci addentriamo in territori sonori completamente diversi: Sunny Side Of The...

Slat, un rapper senza filtri nel Paese dei Balocchi

“Eccomi qua senza né patria, né padrone. È come se vivessi in mezzo tra la luna e il sole. Ripenso alle persone, ci investo...

“Four”: il viaggio sognante dei Sunday Morning dalla via Emilia al West

Un viaggio emozionante nelle praterie sconfinate del Southwest, fra atmosfere elettriche e sognanti, con in sottofondo il rumore delle acque del fiume Mississippi che...

Random, ode al nuovo “minimalismo cantautoral-pop” del Duo Bucolico

La vita trascorsa a bordo di un furgone, vagando freneticamente qua e là, come la pallina di un flipper, su e giù per i...

Los Beginners: che il party abbia inizio, a suon di “exotica minimale”

Una musica beguine, da ballo degli anni passati, eseguita da “principianti” della musica, nel senso più ironico del termine. Si chiama Los Beginners il...

Crista, quando il pop-rock fuori dai cliché è “Femmina”

È un pop-rock energico e genuino quello di Crista. Il suo sound ha un piglio a tratti graffiante e a tratti scanzonato e irriverente,...

A Faenza ci sono i concerti “casual” (esclusivi e informali).

I titoli non sono il mio forte. Non vorrei strafare poi ho come l'occhio dell'amico di mr.google (è amico ?) che mi sorveglia dall'alto...

Il cosmic ambient country di Daniel Lanois & Rocco DeLuca

Goodbye To Language unisce ufficialmente in un disco i due artisti che collaborano oramai da anni. Quasi quaranta minuti di musica strumentale in esplorazione verso l’ignoto. La recensione.

Lowlands, il nome che gli diedero era Townes Van Zandt

Edward Abbiati e la sua band con Play Townes Van Zandt's Last Set mettono insieme un sentito tributo al grande cantautore texano. Ad accompagnarli in questa avventura molti amici “vicini e lontani”: Winston Watson (Giant Sand, Bob Dylan), Stiv Cantarelli, Tim Rogers (You Am I), Sid Griffin (Long Ryders, Coal Porters), Michele Gazich, i Cheap Wine, Antonio Gramentieri, Maurizio Gnola Glielmo, Will T. Massey, Rod Picott, Chris Cacavas (Green On Red) e Richard Lindgren. La recensione.

Alejandro Escovedo, là sotto brucia sempre qualcosa di meraviglioso

Dopo la trilogia con Tony Visconti, l’artista texano si fa produrre da Peter Buck (R.E.M.) e Scott McCaughey (Young Fresh Fellows): ne esce questo ottimo Burn Something Beautiful, nuovo capitolo di una discografia immacolata. La recensione.

I sentieri di pace del guerriero Neil Young

Inaspettato esce Peace Trail, nuovo album di studio dell’artista canadese, che per la l’occasione è accompagnato da Jim Keltner e da Paul Bushnell. Non tutto è perfetto, anzi – ma il risultato a tratti è musica con fuoco e anima. La recensione.

James Johnston, stanze senza stelle

Debutto solista per il leader dei Gallon Drunk: The Starless Room arriva dopo un lungo percorso che oltre al suo gruppo lo ha visto accanto a Nick Cave, Lydia Lunch e PJ Harvey. Il risultato è un album composito e con molte riuscite sofisticazioni. La recensione.

Hope Sandoval, divina creatura

Until The Hunter riporta alle cronache la splendida cantante e autrice dei Mazzy Star: ossia terzo lavoro con il progetto parallelo Warm Inventions. Il risultato è un album intenso e fra i più belli del 2016. Ospite in un brano Kurt Vile, mentre dietro alla consolle e uomo ombra tuttofare è sempre il consolidato Colm Ó Cíosóig (My Bloody Valentine). La recensione.

David Bromberg: Bob Dylan non suona con degli sfigati!

The Blues, The Whole Blues And Nothing But The Blues è il nuovo disco del grande artista americano, che per la seconda volta si fa produrre da Larry Campbell. Il menù offre un paio di originali e tutta una serie di cover fatte con cristallina maestria. La recensione.

Rolling Stones, blues a scacchi

Il gruppo di Mick Jagger & Keith Richards punta dritto a Chicago e alla Chess per il nuovo album Lonesome And Blue, dodici brani tratti dal repertorio di classici come Little Walter, Howlin’ Wolf e Willie Dixon. Produce Don Was, ospiti d’eccezione Eric Clapton e Jim Keltner. La recensione.

Il crepuscolo di Robbie Robertson

Testimony accompagna il libro autobiografico con lo stesso titolo che l’ex chitarrista/autore della Band ha appena pubblicato: l’antologia pesca qui e là in una carriera che ha visto grandissimi momenti con il suo gruppo, con Bob Dylan, con Ronnie Hawkins e anche in proprio. La recensione.

Metallica, boom chicka boom

Hardwired... To Self-Destruct non è solo un disco, è una dichiarazione d’intenti: doppio nella versione normale, triplo in quella deluxe – oltre due ore e mezza di durata. Dopo l’esperienza con Lou Reed, il gruppo di James Hetfield torna più intransigente che mai e regala uno dei migliori lavori dell’intera carriera. La recensione.