Bob Dylan e l’insofferenza agli anni Ottanta

Nella rete a sorpresa compare un bootleg di un disco completamente inedito registrato nel 1985 dell’artista americano. After The Empire (Unreleased Album Recorded May/October 1985), qualità sonora decisamente buona, è composto di quindici pezzi dove sono azzannati antichi amori rockabilly, blues, Rolling Stones, gospel. La recensione.

Enzo Gragnaniello, ’na bella vita

Com Misteriosamente l’artista partenopeo sia conferma uno dei grandi della musica d’autore italiana contemporanea.

Disco tributo a Jacques Dutronc, una vera Cacapoum!

Tanti nomi più o meno noti della scena francese rendono omaggio al grande artista parigino – risultato poco incoraggiante, anche se l’album comunque ci dà la possibilità di parlare di un vero genio della musica contemporanea.

Cenere e polvere di Warren Haynes

Il vulcanico leader dei Gov’t Mule ed ex Allman Brothers con Ashes & Dust giunge alla terza prova di studio a proprio nome – inciso con i Railroad Earth e con ospiti come Phil Lesh e Grace Potter, il lavoro conferma le qualità del chitarrista.

Vinicio Capossela, l’ora della controra

Canzoni della Cupa è il trionfo del mondo Coppoloni dell’artista: folk e grandi canzoni, ospiti ben scelti come i Los Lobos, Howe Gelb, Giovanna Marini, i Calexico, la Banda della Posta e Flaco Jiménez nonché l’ombra del grande «cantore sullo sfruttamento» Matteo Salvatore. Co-produce Alessandro Asso Stefana (Guano Padano). La recensione di un Magnus Opus.

Michele Francesconi e Andrea Ferrario sotto una “Bologna Skyline”

A Faenza l'anteprima di presentazione del disco ispirato alla fusion degli anni settanta e ottanta

Jimmy Page, l’ascesa di Lucifero

Accanto alla ristampa dell’intero catalogo Led Zeppelin, il chitarrista pubblica anche Sound Tracks, quadruplo cofanetto dove trovano spazio le colonne sonore di Lucifer Rising e di Death Wish II accompagnate da molti inediti.

Crista, quando il pop-rock fuori dai cliché è “Femmina”

È un pop-rock energico e genuino quello di Crista. Il suo sound ha un piglio a tratti graffiante e a tratti scanzonato e irriverente,...

Los Beginners: che il party abbia inizio, a suon di “exotica minimale”

Una musica beguine, da ballo degli anni passati, eseguita da “principianti” della musica, nel senso più ironico del termine. Si chiama Los Beginners il...

Public Image Ltd. – Niente irlandesi, niente n@gr+, niente cani!

John Lydon e la sua leggendaria società a responsabilità limitata tornano con What The World Needs Now…, album a dir poco sorprendente e che aumenta l’attesa per i due concerti italiani del gruppo: il 10 Ottobre al Rivolta di Marghera (Venezia) e l’11 ai Magazzini Generali di Milano. La recensione.

Red Hot Chili Peppers, ritorno al piccante

Sembravo persi nei videoclip e nei festival corporate-trendy – invece il gruppo di Los Angeles con The Gateway ha un bello scatto di reni dove trapelano tutte le loro migliori influenze, da George Clinton a Mike Watt. Ospiti Elton John e Mauro Refosco, produce Danger Mouse. La recensione.

L’Italia alla conquista di PJ Harvey

Disco numero undici per la Principessa del Dorset: nuova prova di assoluta bravura di un’artista unica. In The Hope Six Demolition Project, oltre a un cameo di Linton Kwesi Johnson, l’accompagnano antichi collaborati come John Parish, Flood, Mick Harvey, James Johnston e Terry Edwards nonché due italiani quali Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Alessandro “Asso” Stefana (Guano Padano, Vinicio Capossela). La recensione.

Allen Toussaint, motivi americani

Joe Henry porta a compimento il disco cui il grande artista di New Orleans stava lavorando prima di passare a miglior vita: American Tunes è il magnifico requiem di un artista irripetibile. Pezzi suoi, cover di grande spessore fra Duke Ellington e Paul Simon, backing band guidata da Bill Frisell e Charles Lloyd nonché ospiti prestigiosi quali Van Dyke Parks e Rhiannon Giddens (Carolina Chocolate Drops). La recensione.

Pura come… Jackie DeShannon!

All The Love è un disco di inediti fatto e finito che la grande artista americana incise nel 1973 sotto la produzione di Tom Dowd, uno dei luminari della produzione di casa Atlantic. In aggiunta, ben quattro inediti scritti e prodotti da Van Morrison. Risultato spettacolare. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.

Lowlands, il nome che gli diedero era Townes Van Zandt

Edward Abbiati e la sua band con Play Townes Van Zandt's Last Set mettono insieme un sentito tributo al grande cantautore texano. Ad accompagnarli in questa avventura molti amici “vicini e lontani”: Winston Watson (Giant Sand, Bob Dylan), Stiv Cantarelli, Tim Rogers (You Am I), Sid Griffin (Long Ryders, Coal Porters), Michele Gazich, i Cheap Wine, Antonio Gramentieri, Maurizio Gnola Glielmo, Will T. Massey, Rod Picott, Chris Cacavas (Green On Red) e Richard Lindgren. La recensione.

L’onanismo dei Public Image Ltd.

John Lydon aka Johnny Rotten arriva in Italia con la sua immarcescibile creatura dopo aver appena pubblicato What The World Needs Now… – il risultato è quello di un concerto dove l’ex assatanato dei Sex Pistols impone la propria maestria di frontman impareggiabile. La recensione.

Lo spanglish di Carrie Rodriguez

Eccellente concept album dell’artista texana, che alterna sue composizioni a brani rivisitati della tradizione mexican. Il tutto con la produzione di Lee Townsend e un gruppo d’accompagnamento di primo livello formato da Bill Frisell, David Pulkingham e Viktor Krauss. La recensione.

Station To Station, dal treno all’Internet

Abbiamo visto l’interessante pellicola documentario di Doug Aitken, frutto di quasi un mese di happening durante un viaggio in treno fra New York e San Francisco. Fra i tanti participanti si contano Beck, Cat Power, Patti Smith, i Calexico, Jackson Browne, Thurston Moore, Giorgio Moroder, Mavis Staples e i Suicide, oltre ad altri nomi noti di altre discipline artistiche. La recensione.