Allen Ginsberg e il blues primitivo

Eccezionale triplo boxset che raccoglie due dischi con diversi inediti del grande poeta di Jukeboxe all’idrogeno. In The Last Word On First Blues fanno parata anche amici e adepti come Bob Dylan, David Mansfield, Arthur Russell, John Hammond Sr, Harry Smith, Hal Willner, Peter Orlovsky e diversi altri. La recensione di un vero gioiello irrinunciabile.

Hope Sandoval, divina creatura

Until The Hunter riporta alle cronache la splendida cantante e autrice dei Mazzy Star: ossia terzo lavoro con il progetto parallelo Warm Inventions. Il risultato è un album intenso e fra i più belli del 2016. Ospite in un brano Kurt Vile, mentre dietro alla consolle e uomo ombra tuttofare è sempre il consolidato Colm Ó Cíosóig (My Bloody Valentine). La recensione.

Santana, il quasi ritorno della magia nera

La formazione immortalata in Santana III (1971) quarantacinque anni dopo riprende il filo del discorso con Santana IV: il disco è molto lungo e si muove fra alti e bassi ma soprattutto sembra una scusa per presentarsi di nuovo dal vivo, come accadrà quest’estate anche in Italia. La recensione.

Il 13 aprile esce “Auguri Alberta”: il pop-folk immaginato di Farnedi

Lo sanno tutti: se oggi vuoi fare musica ci sono due strade, i talent e l'indie. Poi c'è Enrico Fanedi, che non lo sapeva...

Carlo Muratori, la Sicilia e il Sale

Sale è il nuovo album del grande cantautore siciliano, che a otto anni dal precedente regala un’opera di valore assoluto. Produce Stefano Melone (Ivano Fossati, Fabrizio De André) – ospiti Franco Battiato, Daniele Sepe e Mario Arcari. La recensione.

Sly And The Family Stone, ballare la musica!

Eccezionale documento storico in quattro CD che certifica la grandezza di un gruppo unico e irripetibile – Sylvester Stewart e la sua macchina da guerra musicale nel 1968 come non li avevamo mai sentiti prima…

Lowlands, il nome che gli diedero era Townes Van Zandt

Edward Abbiati e la sua band con Play Townes Van Zandt's Last Set mettono insieme un sentito tributo al grande cantautore texano. Ad accompagnarli in questa avventura molti amici “vicini e lontani”: Winston Watson (Giant Sand, Bob Dylan), Stiv Cantarelli, Tim Rogers (You Am I), Sid Griffin (Long Ryders, Coal Porters), Michele Gazich, i Cheap Wine, Antonio Gramentieri, Maurizio Gnola Glielmo, Will T. Massey, Rod Picott, Chris Cacavas (Green On Red) e Richard Lindgren. La recensione.

Per Dio, Donnie Fritts!

Quarto disco in quattro decenni per una vera leggenda vivente – e con Oh My Goodness l’antico sodale di Dan Penn e di Kris Kristofferson sfodera un lavoro sopraffine. Ospiti John Prine, Spooner Oldham e Dylan LeBlanc. La recensione.

Hugo Race, fatalismo atto III (e mezzo)

Terzo disco dell’artista australiano con i Fatalists aka Sacri Cuori: 24 Hours To Nowhere è la conferma di una collaborazione solida e che regala sempre risultati di grande valore. Ospiti Angie Hart dei Frente! e due nomi noti del panorama alternativo italiano quali Davide Mahoney e Giovanni Ferrario. La recensione.

Wood Brothers, ritorno a Matewan

Chris Wood (Medeski Martin & Wood) e suo fratello Oliver arrivano al decimo anno di attività con il loro side project – e Paradise conferma tutto quello che finora il trio ha fatto di buono. La recensione.

Bob Dylan e l’insofferenza agli anni Ottanta

Nella rete a sorpresa compare un bootleg di un disco completamente inedito registrato nel 1985 dell’artista americano. After The Empire (Unreleased Album Recorded May/October 1985), qualità sonora decisamente buona, è composto di quindici pezzi dove sono azzannati antichi amori rockabilly, blues, Rolling Stones, gospel. La recensione.

Jimmy Page, l’ascesa di Lucifero

Accanto alla ristampa dell’intero catalogo Led Zeppelin, il chitarrista pubblica anche Sound Tracks, quadruplo cofanetto dove trovano spazio le colonne sonore di Lucifer Rising e di Death Wish II accompagnate da molti inediti.

Ray LaMontagne, fra dubbi e certezze

Dopo l’insoddisfacente album prodotto da Dan Auerbach (Black Keys), l’artista adesso si affida alla produzione di Jim James, che a sua volta convoglia in session i suoi My Morning Jacket. In Ouroboros non tutto suona perfetto ma ci sono decisi miglioramenti rispetto al recente passato. La recensione.

Il crepuscolo di Robbie Robertson

Testimony accompagna il libro autobiografico con lo stesso titolo che l’ex chitarrista/autore della Band ha appena pubblicato: l’antologia pesca qui e là in una carriera che ha visto grandissimi momenti con il suo gruppo, con Bob Dylan, con Ronnie Hawkins e anche in proprio. La recensione.

Red Hot Chili Peppers, ritorno al piccante

Sembravo persi nei videoclip e nei festival corporate-trendy – invece il gruppo di Los Angeles con The Gateway ha un bello scatto di reni dove trapelano tutte le loro migliori influenze, da George Clinton a Mike Watt. Ospiti Elton John e Mauro Refosco, produce Danger Mouse. La recensione.

Il cuore strabico di Keith Richards

Terzo disco di studio per il chitarrista dei Rolling Stones – buon esercizio enciclopedico della musica dell’artista, circondato dai fidi X-Pensive Winos e da special guest come Spooner Oldham, Larry Campbell e Norah Jones. La recensione.

David Bromberg: Bob Dylan non suona con degli sfigati!

The Blues, The Whole Blues And Nothing But The Blues è il nuovo disco del grande artista americano, che per la seconda volta si fa produrre da Larry Campbell. Il menù offre un paio di originali e tutta una serie di cover fatte con cristallina maestria. La recensione.

Pura come… Jackie DeShannon!

All The Love è un disco di inediti fatto e finito che la grande artista americana incise nel 1973 sotto la produzione di Tom Dowd, uno dei luminari della produzione di casa Atlantic. In aggiunta, ben quattro inediti scritti e prodotti da Van Morrison. Risultato spettacolare. La recensione.

Vinicio Capossela, l’ora della controra

Canzoni della Cupa è il trionfo del mondo Coppoloni dell’artista: folk e grandi canzoni, ospiti ben scelti come i Los Lobos, Howe Gelb, Giovanna Marini, i Calexico, la Banda della Posta e Flaco Jiménez nonché l’ombra del grande «cantore sullo sfruttamento» Matteo Salvatore. Co-produce Alessandro Asso Stefana (Guano Padano). La recensione di un Magnus Opus.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.