Crista, quando il pop-rock fuori dai cliché è “Femmina”

È un pop-rock energico e genuino quello di Crista. Il suo sound ha un piglio a tratti graffiante e a tratti scanzonato e irriverente,...

Elza Soares, lacrime di samba sulla punta dei piedi

La regina della musica e della favela brasiliana, la donna che scandalizzò un popolo per l’amore da copertine quanto disperato con Garrincha, è tornata: non si sa se di anni ne abbia o quasi 80 o quasi 90 e viaggia su sedia a rotelle – ma la certezza è che A Mulher do Fim do Mundo è davvero un disco avveniristico. Ospiti speciali Celso Sim e Rodrigo Campos. La recensione.

Vinicio Capossela, l’ora della controra

Canzoni della Cupa è il trionfo del mondo Coppoloni dell’artista: folk e grandi canzoni, ospiti ben scelti come i Los Lobos, Howe Gelb, Giovanna Marini, i Calexico, la Banda della Posta e Flaco Jiménez nonché l’ombra del grande «cantore sullo sfruttamento» Matteo Salvatore. Co-produce Alessandro Asso Stefana (Guano Padano). La recensione di un Magnus Opus.

Tom Jones, di valige perdute e altre meraviglie

Long Lost Suitcase chiude la trilogia di dischi incisi dall’interprete gallese con la perfetta regia produttiva di Ethan Johns – il risultato è di quelli di pura eccellenza. Ospite in un brano Imelda May – il resto lo fa la presenza unica e inimitabile di TJ. La recensione.

Random, ode al nuovo “minimalismo cantautoral-pop” del Duo Bucolico

La vita trascorsa a bordo di un furgone, vagando freneticamente qua e là, come la pallina di un flipper, su e giù per i...

John Doe, l’uomo del West

Con la produzione di Howe Gelb (Giant Sand), il cantante, bassista e autore degli X con The Westerner pubblica un lavoro crepuscolare, in parte ispirato alla morte di Michael Blake, lo scrittore di Balla coi lupi. Ospite in un brano Debbie Harry (Blondie). La recensione.

Rolling Stones, amore grande più di una Cadillac!

Se avete amato Stripped (1995) state certi che amerete anche Totally Stripped, eccellente boxset di 1 CD e 4 DVD che di quella metà anni Novanta immortale “la più grande rock and roll band del mondo” in gran forma. In repertorio perle poco inflazionate come Far Away Eyes e Rip This Joint oppure una Miss You completamente riarrangiata, per esempio. La recensione.

Hope Sandoval, divina creatura

Until The Hunter riporta alle cronache la splendida cantante e autrice dei Mazzy Star: ossia terzo lavoro con il progetto parallelo Warm Inventions. Il risultato è un album intenso e fra i più belli del 2016. Ospite in un brano Kurt Vile, mentre dietro alla consolle e uomo ombra tuttofare è sempre il consolidato Colm Ó Cíosóig (My Bloody Valentine). La recensione.

Michele Francesconi e Andrea Ferrario sotto una “Bologna Skyline”

A Faenza l'anteprima di presentazione del disco ispirato alla fusion degli anni settanta e ottanta

Barry Adamson, saper sempre dove correre

In barba alla scaramanzia, album numero tredici per l’ex Magazine e Bad Seeds di ritorno: Know Where To Run è la conferma del genio del musicista inglese. Con lui George Vjestica, recluta più recente dei Semi Cattivi. La recensione.

Nikki Sudden, l’ultimo bandito!

A quasi dieci anni dalla scomparsa dell’artista come un fulmine a ciel sereno esce Fred Beethoven, disco postumo di assoluto valore che ribadisce ancora una volta la grandezza di colui che fu leader degli degli Swell Maps e dei Jacobites.

Nick Cave & Warren Ellis, l’esilio e il regno

I due Bad Seeds in libera uscita continuano il loro excursus nel mondo delle colonne sonore – questa volta tocca a Loin des hommes/Far From Men, film con protagonista Viggo Mortensen tratto da un’opera di Albert Camus.

Eric Andersen, ombre e luci nel nome di Albert Camus

Il leggendario autore di Thirsty Boots dedica un’intero EP di quasi mezz’ora allo scrittore franco-algerino – il risultato è ostico ma assolutamente affascinante.

Ronnie Spector, il cuore inglese di New York

Impeccabile ritorno della ex voce delle Ronettes, che in English Heart infila una selezione di (non scontati) pezzi all-british di classici anni Sessanta: Stones, Animals, Kinks, Beatles, Fortunes, Bee Gees, Gerry & The Pacemakers e altri. La recensione.

Rolling Stones, blues a scacchi

Il gruppo di Mick Jagger & Keith Richards punta dritto a Chicago e alla Chess per il nuovo album Lonesome And Blue, dodici brani tratti dal repertorio di classici come Little Walter, Howlin’ Wolf e Willie Dixon. Produce Don Was, ospiti d’eccezione Eric Clapton e Jim Keltner. La recensione.

Blind Willie Johnson, notte scura e terra fredda

Cast di prim’ordine per il tributo al grande bluesman texano: in God Don't Never Change sono protagonisti nientemeno che Tom Waits con due pezzi, Rickie Lee Jones, i Cowboy Junkies, Lucinda Williams, Sinéad O'Connor e diversi altri. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

David Crosby finalmente si ricorda il suo nome!

Grazie alla perfetta produzione di Michael League (Snarky Puppy), il Tricheco con The Lighthouse sfoderà un disco davvero inatteso e di cristallina bellezza. Nove brani ridotti all’osso che sanno della migliore West Coast, di bossanova e di blues onirico. La recensione.

Il delirio di Les Claypool & Sean Lennon

L’improbabile coppia formata dal leader dei Primus e dalla progenie Lennon-Ono regala al mondo Monolith Of Phobos – e il mondo dovrebbe esserne contento! Non tutto perfettamente a fuoco, ma l’inedito duo ci dà dentro che è un piacere. La recensione.

Bob Dylan e gli angeli caduti

Ecco il secondo capitolo dedicato al repertorio di Frank Sinatra: per Fallen Angels l’artista porta la sua band di nuovo ai Capitol Studios e ne esce con una serie di standard immortali fatti propri in modo molto convincente. La recensione.