Thomas Guiducci, marinaio intrappolato nel profondo mare blu

Disco numero due per il musicista riminese ma residente a Torino: The True Story Of A Seasick Sailor In The Deep Blue Sea è un album concept di sorprendente spessore. Co-produce Luca Andriolo dei Dead Cat In A Bag. La recensione.

Dwight Yoakam, ritorno al bluegrass!

Il grande artista americano per i trent’anni esatti di carriera torna alla musica di casa sua, il Kentucky: riprende una dozzina di classici a sua firma e li ri-arrangia con lo stile nobile inventato da Bill Monroe. Spicca una cover di Prince, Purple Rain. La recensione.

John Renbourn, invito all’ultimo valzer

Joint Control è il commiato postumo del defunto Pentangle, registrato negli ultimi mesi di vita un po’ dal vivo e un po’ in studio con l’antico amico Wizz Jones. Diversi omaggi a Bet Jansch e brillanti cover di grandi calibri come Mose Allison, Bob Dylan e Joseph Spence. La recensione.

Bob Weir, storie di ordinario cowboy

Il grande ex cantante-autore-chitarrista dei Grateful Dead torna con un disco di originali dopo oltre quindici anni: Blue Mountain, dov’è affiancato da diversi ospiti e collaboratori come Aaron Dessner (National), Josh Ritter e il vecchio eroe folk Ramblin’ Jack Elliott. Non tutto convince, però. La recensione.

Ben Glover, l’irlandese che scalda i cuori

Messi da parte gli Orphan Brigade, il cantautore irlandese di base a Nashville pubblica il suo nuovo album solista: The Emigrant. Fra cover di traditional e canzoni proprie, l’artista mostra magnetismo e carattere. La recensione.

Van Morrison, niente di nuovo ma niente di male

Il nuovo album del Cowboy di Belfast mostra un artista in vena ritrovata: Keep Me Singing ha almeno due brani davvero eccellenti mentre il resto è su un buon standard di qualità, con il pregio che tutto sembra più curato che nel recente passato. La recensione.

Vapors Of Morphine, per continuà il famolo strano!

Sorpresa: tre lustri dopo la morte di Mark Sandman i Morphine superstiti Dana Colley e Jerome Deupree si uniscono a Jeremy Lyons e pubblicano A New Low, ottimo album che rilegge alcuni classici della vecchia band, un paio di standard folk blues e brani di Brian Eno, dei Latin Playboys e dei Pink Floyd. In un pezzo ospite Boubacar Diabate. A Novembre in Italia per un atteso tour: 8 (Magnolia, Milano), 10 (Monk Club, Roma), 11 (Locomotiv, Bologna) e 12 (Latteria Molloy, Brescia). La recensione.

David Bowie, giovane americano

Esce The Gouster, disco inedito del 1974 dell’artista scomparso quest’anno: per il momento lo si trova solo nel monumentale box set Who Can I Be Now? (1974-1976). Sono le prove generali di Young Americans (1975), magnifico disco di plastic soul che conquistò definitivamente anche il pubblico d’Oltreoceano. La recensione.

Phish, ed è Ween-mania!

Esce il 7 ottobre ma è già scaricabile on line: è Big Boat, il nuovo album dei Phish che per la seconda volta si affidano alla produzione di Bob Ezrin (Lou Reed, Pink Floyd, Peter Gabriel). E dopo il calo del precedente lavoro il quartetto del Vermont torna a ottimi standard qualitativi. La recensione.

Elza Soares, lacrime di samba sulla punta dei piedi

La regina della musica e della favela brasiliana, la donna che scandalizzò un popolo per l’amore da copertine quanto disperato con Garrincha, è tornata: non si sa se di anni ne abbia o quasi 80 o quasi 90 e viaggia su sedia a rotelle – ma la certezza è che A Mulher do Fim do Mundo è davvero un disco avveniristico. Ospiti speciali Celso Sim e Rodrigo Campos. La recensione.

Jack White, lo zucchero non è mai stato così buono!

Acoustic Recordings 1998-2016 è l’imperdibile doppio CD che il signor Seven Nation Army dà alle stampe proprio in questi giorni: ventisei brani unplugged presi dal proprio repertorio solista, da quello dei White Stripes e da quello dei Raconteurs. La recensione di una grande lezione di stile e di musica.

Nick Cave & The Bad Seeds, 40 minuti di dolore

Forse il disco più atteso del 2016, Skeleton Tree è il tormentato ritorno del gruppo guidato dall’artista australiano. Ruolo prominente di Warren Ellis e partecipazione straordinaria del soprano danese Else Torp. La recensione.

Wilco, la mezza età con poca aria di crisi

Jeff Tweedy compie cinquant’anni e con la sua band mette insieme un disco molto più a fuoco del precedente: Schmilco sciegle toni attenuati e nel titolo è un chiaro omaggio al leggendario maestro del pop americano Harry Nilsson. La recensione.

Il Texas secondo Nick Cave & Warren Ellis

Il duo parallelo ai Bad Seeds si ripresenta con una nuova colonna sonora che conferma quanto di buono fatto finora: Hell Or High Water anticipa l’uscita italiana dell’omonimo film di David Mackenzie con protagonista Jeff Bridges. Oltre ai loro brani, anche classici di Townes Van Zandt, Waylon Jennings, Chris Stapleton e Ray Wylie Hubbard. La recensione.

Bruce Hornsby e la bianca musica cosmica americana

Il musicista del Virginia, sempre accompagnato dai fidi Noisemakers, torna sulla scena con Rehab Reunion: il disco che più di tutti lo avvicina alla sua esperienza con i Grateful Dead. Ospiti Justin Vernon (Bon Iver) e Mavis Staples. La recensione.

Rolling Stones, amore grande più di una Cadillac!

Se avete amato Stripped (1995) state certi che amerete anche Totally Stripped, eccellente boxset di 1 CD e 4 DVD che di quella metà anni Novanta immortale “la più grande rock and roll band del mondo” in gran forma. In repertorio perle poco inflazionate come Far Away Eyes e Rip This Joint oppure una Miss You completamente riarrangiata, per esempio. La recensione.

Peppe Barra, sona rilorgio

Nuovo, imperdibile disco dal vivo per il grande “cantattore” procidano: …E cammina cammina è pura grazia dell’arte del performing, che indistintamente cita Enzo Gragnaniello, Bob Marley, Pino Daniele, Ferdinando Russo e Renato Carosone. La recensione di uno dei dischi italiani più belli del 2016.

Aaron Neville, come bazzicare New Orleans

Dopo gli ottimi lavori con alla consolle prima Joe Henry e poi Keith Richards & Don Was, il grandissimo cantante della Big Easy non cede di nulla: a settantacinque anni il suo nuovo album Apache incanta dall’inizio alla fine. La recensione.

Bob Dylan e l’insofferenza agli anni Ottanta

Nella rete a sorpresa compare un bootleg di un disco completamente inedito registrato nel 1985 dell’artista americano. After The Empire (Unreleased Album Recorded May/October 1985), qualità sonora decisamente buona, è composto di quindici pezzi dove sono azzannati antichi amori rockabilly, blues, Rolling Stones, gospel. La recensione.

Bob Lind, fra Magellano e farfalle elusive

Magellan Was Wrong è la conferma di un come back che sembrava impossibile: quello dei uno dei grandi maestri del folk-rock anni Sessanta. Fra le varie composizioni originali anche una cover di un famoso brano di Tom Paxton. La recensione.