Metallica, boom chicka boom

Hardwired... To Self-Destruct non è solo un disco, è una dichiarazione d’intenti: doppio nella versione normale, triplo in quella deluxe – oltre due ore e mezza di durata. Dopo l’esperienza con Lou Reed, il gruppo di James Hetfield torna più intransigente che mai e regala uno dei migliori lavori dell’intera carriera. La recensione.

Howe Gelb e gli standard del futuro

Esce proprio domani il nuovo album della grande testa pensante dei Giant Sand: Future Standards, nonostante il titolo forviante, è una raccolta di splendidi nuovi pezzi con l’eccezione del suo classico Shiver (In Tucson). Ospite in diversi pezzi a duettare con l’artista è la giovane cantautrice Lonna Kelley. La recensione.

Iggy Pop, assalto alla Royal Albert Hall

Post Pop Depression-Live At The Royal Albert Hall è la registrazione nonché ripresa video fedele del concerto fuoco e fiamme tenuto nel famoso teatro londinese la scorsa primavera: la band che accompagna l’ex Stooges guidata da Josh Homme (Queens Of The Stone Age) è davvero di prim’ordine. La recensione.

Le preghiere natalizie di Neil Diamond

Sorprendente disco dedicato ai temi delle feste del grande cantautore newyorchese: Acoustic Christmas, prodotto da Don Was e Jacknife Lee, sancisce la sua rinascita artistica degli anni Duemila. La recensione.

David Crosby finalmente si ricorda il suo nome!

Grazie alla perfetta produzione di Michael League (Snarky Puppy), il Tricheco con The Lighthouse sfoderà un disco davvero inatteso e di cristallina bellezza. Nove brani ridotti all’osso che sanno della migliore West Coast, di bossanova e di blues onirico. La recensione.

Bon Iver, il suono della Band 2.0/2.1

Il gruppo di Justin Vernon pubblica il terzo disco in quasi dieci anni: 22, A Million è la conferma di una della migliori realtà della musica americana contemporanea. Musica indefinibile, qualche volta spiazzante ma proprio per questo fra le più affascinanti in circolazione. La recensione.

Thomas Guiducci, marinaio intrappolato nel profondo mare blu

Disco numero due per il musicista riminese ma residente a Torino: The True Story Of A Seasick Sailor In The Deep Blue Sea è un album concept di sorprendente spessore. Co-produce Luca Andriolo dei Dead Cat In A Bag. La recensione.

Dwight Yoakam, ritorno al bluegrass!

Il grande artista americano per i trent’anni esatti di carriera torna alla musica di casa sua, il Kentucky: riprende una dozzina di classici a sua firma e li ri-arrangia con lo stile nobile inventato da Bill Monroe. Spicca una cover di Prince, Purple Rain. La recensione.

John Renbourn, invito all’ultimo valzer

Joint Control è il commiato postumo del defunto Pentangle, registrato negli ultimi mesi di vita un po’ dal vivo e un po’ in studio con l’antico amico Wizz Jones. Diversi omaggi a Bet Jansch e brillanti cover di grandi calibri come Mose Allison, Bob Dylan e Joseph Spence. La recensione.

Bob Weir, storie di ordinario cowboy

Il grande ex cantante-autore-chitarrista dei Grateful Dead torna con un disco di originali dopo oltre quindici anni: Blue Mountain, dov’è affiancato da diversi ospiti e collaboratori come Aaron Dessner (National), Josh Ritter e il vecchio eroe folk Ramblin’ Jack Elliott. Non tutto convince, però. La recensione.

Ben Glover, l’irlandese che scalda i cuori

Messi da parte gli Orphan Brigade, il cantautore irlandese di base a Nashville pubblica il suo nuovo album solista: The Emigrant. Fra cover di traditional e canzoni proprie, l’artista mostra magnetismo e carattere. La recensione.

Van Morrison, niente di nuovo ma niente di male

Il nuovo album del Cowboy di Belfast mostra un artista in vena ritrovata: Keep Me Singing ha almeno due brani davvero eccellenti mentre il resto è su un buon standard di qualità, con il pregio che tutto sembra più curato che nel recente passato. La recensione.

Vapors Of Morphine, per continuà il famolo strano!

Sorpresa: tre lustri dopo la morte di Mark Sandman i Morphine superstiti Dana Colley e Jerome Deupree si uniscono a Jeremy Lyons e pubblicano A New Low, ottimo album che rilegge alcuni classici della vecchia band, un paio di standard folk blues e brani di Brian Eno, dei Latin Playboys e dei Pink Floyd. In un pezzo ospite Boubacar Diabate. A Novembre in Italia per un atteso tour: 8 (Magnolia, Milano), 10 (Monk Club, Roma), 11 (Locomotiv, Bologna) e 12 (Latteria Molloy, Brescia). La recensione.

David Bowie, giovane americano

Esce The Gouster, disco inedito del 1974 dell’artista scomparso quest’anno: per il momento lo si trova solo nel monumentale box set Who Can I Be Now? (1974-1976). Sono le prove generali di Young Americans (1975), magnifico disco di plastic soul che conquistò definitivamente anche il pubblico d’Oltreoceano. La recensione.

Phish, ed è Ween-mania!

Esce il 7 ottobre ma è già scaricabile on line: è Big Boat, il nuovo album dei Phish che per la seconda volta si affidano alla produzione di Bob Ezrin (Lou Reed, Pink Floyd, Peter Gabriel). E dopo il calo del precedente lavoro il quartetto del Vermont torna a ottimi standard qualitativi. La recensione.

Elza Soares, lacrime di samba sulla punta dei piedi

La regina della musica e della favela brasiliana, la donna che scandalizzò un popolo per l’amore da copertine quanto disperato con Garrincha, è tornata: non si sa se di anni ne abbia o quasi 80 o quasi 90 e viaggia su sedia a rotelle – ma la certezza è che A Mulher do Fim do Mundo è davvero un disco avveniristico. Ospiti speciali Celso Sim e Rodrigo Campos. La recensione.

Jack White, lo zucchero non è mai stato così buono!

Acoustic Recordings 1998-2016 è l’imperdibile doppio CD che il signor Seven Nation Army dà alle stampe proprio in questi giorni: ventisei brani unplugged presi dal proprio repertorio solista, da quello dei White Stripes e da quello dei Raconteurs. La recensione di una grande lezione di stile e di musica.

Nick Cave & The Bad Seeds, 40 minuti di dolore

Forse il disco più atteso del 2016, Skeleton Tree è il tormentato ritorno del gruppo guidato dall’artista australiano. Ruolo prominente di Warren Ellis e partecipazione straordinaria del soprano danese Else Torp. La recensione.

Wilco, la mezza età con poca aria di crisi

Jeff Tweedy compie cinquant’anni e con la sua band mette insieme un disco molto più a fuoco del precedente: Schmilco sciegle toni attenuati e nel titolo è un chiaro omaggio al leggendario maestro del pop americano Harry Nilsson. La recensione.

Il Texas secondo Nick Cave & Warren Ellis

Il duo parallelo ai Bad Seeds si ripresenta con una nuova colonna sonora che conferma quanto di buono fatto finora: Hell Or High Water anticipa l’uscita italiana dell’omonimo film di David Mackenzie con protagonista Jeff Bridges. Oltre ai loro brani, anche classici di Townes Van Zandt, Waylon Jennings, Chris Stapleton e Ray Wylie Hubbard. La recensione.