Il delirio di Les Claypool & Sean Lennon

L’improbabile coppia formata dal leader dei Primus e dalla progenie Lennon-Ono regala al mondo Monolith Of Phobos – e il mondo dovrebbe esserne contento! Non tutto perfettamente a fuoco, ma l’inedito duo ci dà dentro che è un piacere. La recensione.

Bob Dylan e l’insofferenza agli anni Ottanta

Nella rete a sorpresa compare un bootleg di un disco completamente inedito registrato nel 1985 dell’artista americano. After The Empire (Unreleased Album Recorded May/October 1985), qualità sonora decisamente buona, è composto di quindici pezzi dove sono azzannati antichi amori rockabilly, blues, Rolling Stones, gospel. La recensione.

Il cosmic ambient country di Daniel Lanois & Rocco DeLuca

Goodbye To Language unisce ufficialmente in un disco i due artisti che collaborano oramai da anni. Quasi quaranta minuti di musica strumentale in esplorazione verso l’ignoto. La recensione.

Paul Simon, ninne-nanne per insonni

L’artista newyorchese torna alla ribalta con Stranger To Stranger, disco molto interessante che lo riunisce allo storico produttore Roy Halee e che in tre brani vede la partecipazione del produttore e DJ italiano Clap! Clap! aka Digi G'Alessio. E nella versione deluxe compare Dion. La recensione.

Metallica, boom chicka boom

Hardwired... To Self-Destruct non è solo un disco, è una dichiarazione d’intenti: doppio nella versione normale, triplo in quella deluxe – oltre due ore e mezza di durata. Dopo l’esperienza con Lou Reed, il gruppo di James Hetfield torna più intransigente che mai e regala uno dei migliori lavori dell’intera carriera. La recensione.

Rolling Stones, amore grande più di una Cadillac!

Se avete amato Stripped (1995) state certi che amerete anche Totally Stripped, eccellente boxset di 1 CD e 4 DVD che di quella metà anni Novanta immortale “la più grande rock and roll band del mondo” in gran forma. In repertorio perle poco inflazionate come Far Away Eyes e Rip This Joint oppure una Miss You completamente riarrangiata, per esempio. La recensione.

Ronnie Spector, il cuore inglese di New York

Impeccabile ritorno della ex voce delle Ronettes, che in English Heart infila una selezione di (non scontati) pezzi all-british di classici anni Sessanta: Stones, Animals, Kinks, Beatles, Fortunes, Bee Gees, Gerry & The Pacemakers e altri. La recensione.

Santana, il quasi ritorno della magia nera

La formazione immortalata in Santana III (1971) quarantacinque anni dopo riprende il filo del discorso con Santana IV: il disco è molto lungo e si muove fra alti e bassi ma soprattutto sembra una scusa per presentarsi di nuovo dal vivo, come accadrà quest’estate anche in Italia. La recensione.

Bob Weir, storie di ordinario cowboy

Il grande ex cantante-autore-chitarrista dei Grateful Dead torna con un disco di originali dopo oltre quindici anni: Blue Mountain, dov’è affiancato da diversi ospiti e collaboratori come Aaron Dessner (National), Josh Ritter e il vecchio eroe folk Ramblin’ Jack Elliott. Non tutto convince, però. La recensione.

Dion: bianco, nero, Bronx!

New York Is My Home è prodotto da Jimmy Vivino, in un brano vi è ospite Paul Simon e in generale è una prova di grande classe dell’artista newyorchese, che è nel pieno del settimo decennio di attività. La recensione.

Kris Kristofferson, per sempre Billy The Kid

The Cedar Creek Sessions celebra gli ottant’anni di uno dei più grandi cantautori americani: due CD dove corrono classici come Me And Bobby McGee e For The Good Times, pezzi meno noti ma bellissimi e quattro inediti fra cui un duetto con Sheryl Crow. Produce Shawn Camp. La recensione.

David Bromberg: Bob Dylan non suona con degli sfigati!

The Blues, The Whole Blues And Nothing But The Blues è il nuovo disco del grande artista americano, che per la seconda volta si fa produrre da Larry Campbell. Il menù offre un paio di originali e tutta una serie di cover fatte con cristallina maestria. La recensione.

Mick Harvey alla corte dell’uomo con la testa di cavolo

Eccellente terzo volume dedicato alle riletture in inglese dei capolavori di Serge Gainsbourg da parte del musicista australiano. L’ex Nick Cave & The Bad Seeds ed ex Crime And The City Solution cuce un lavoro dove le sue profonde doti di background tecnico e di filologia musicale sono esaltate al meglio. La recensione.

James Johnston, stanze senza stelle

Debutto solista per il leader dei Gallon Drunk: The Starless Room arriva dopo un lungo percorso che oltre al suo gruppo lo ha visto accanto a Nick Cave, Lydia Lunch e PJ Harvey. Il risultato è un album composito e con molte riuscite sofisticazioni. La recensione.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.

La pioggia secondo Amy Helm

Dopo l’esperienza come voce degli Olabelle, la figlia di Levon Helm (The Band) con Didn’t It Rain inizia la propria carriera solista in ottimo modo. La accompagnano special guest come il padre, in una delle sue ultime performance, Larry Campbell, Bill Payne (Little Feat) e John Medeski (Medeski Martin & Wood). La recensione.

Billy Bob Thornton, l’uomo che non c’era

Il grande attore americano negli ultimi quindici anni si è dedicato molto seriamente alla musica – e Somewhere Down The Road è il nuovo album con i Boxmasters, ottavo tassello di una discografia tutta da gustare. La recensione.

Il 13 aprile esce “Auguri Alberta”: il pop-folk immaginato di Farnedi

Lo sanno tutti: se oggi vuoi fare musica ci sono due strade, i talent e l'indie. Poi c'è Enrico Fanedi, che non lo sapeva...

Nikki Sudden, l’ultimo bandito!

A quasi dieci anni dalla scomparsa dell’artista come un fulmine a ciel sereno esce Fred Beethoven, disco postumo di assoluto valore che ribadisce ancora una volta la grandezza di colui che fu leader degli degli Swell Maps e dei Jacobites.

Vapors Of Morphine, per continuà il famolo strano!

Sorpresa: tre lustri dopo la morte di Mark Sandman i Morphine superstiti Dana Colley e Jerome Deupree si uniscono a Jeremy Lyons e pubblicano A New Low, ottimo album che rilegge alcuni classici della vecchia band, un paio di standard folk blues e brani di Brian Eno, dei Latin Playboys e dei Pink Floyd. In un pezzo ospite Boubacar Diabate. A Novembre in Italia per un atteso tour: 8 (Magnolia, Milano), 10 (Monk Club, Roma), 11 (Locomotiv, Bologna) e 12 (Latteria Molloy, Brescia). La recensione.