Vinicio Capossela, l’ora della controra

Canzoni della Cupa è il trionfo del mondo Coppoloni dell’artista: folk e grandi canzoni, ospiti ben scelti come i Los Lobos, Howe Gelb, Giovanna Marini, i Calexico, la Banda della Posta e Flaco Jiménez nonché l’ombra del grande «cantore sullo sfruttamento» Matteo Salvatore. Co-produce Alessandro Asso Stefana (Guano Padano). La recensione di un Magnus Opus.

Michele Francesconi e Andrea Ferrario sotto una “Bologna Skyline”

A Faenza l'anteprima di presentazione del disco ispirato alla fusion degli anni settanta e ottanta

Paul Westerberg, sempre in cerca del vento che sfugge

L’ex leader dei Replacements si inventa gli I Don’t Cares, estemporaneo duo con Juliana Hatfield: ne risulta Wild Stub, disco dove genio e sregolatezza dell’ex ragazzo di Minneapolis sono di nuovo scintillanti. La recensione.

Bob Lind, fra Magellano e farfalle elusive

Magellan Was Wrong è la conferma di un come back che sembrava impossibile: quello dei uno dei grandi maestri del folk-rock anni Sessanta. Fra le varie composizioni originali anche una cover di un famoso brano di Tom Paxton. La recensione.

Il 13 aprile esce “Auguri Alberta”: il pop-folk immaginato di Farnedi

Lo sanno tutti: se oggi vuoi fare musica ci sono due strade, i talent e l'indie. Poi c'è Enrico Fanedi, che non lo sapeva...

Jimmy Page, l’ascesa di Lucifero

Accanto alla ristampa dell’intero catalogo Led Zeppelin, il chitarrista pubblica anche Sound Tracks, quadruplo cofanetto dove trovano spazio le colonne sonore di Lucifer Rising e di Death Wish II accompagnate da molti inediti.

Carlo Muratori, la Sicilia e il Sale

Sale è il nuovo album del grande cantautore siciliano, che a otto anni dal precedente regala un’opera di valore assoluto. Produce Stefano Melone (Ivano Fossati, Fabrizio De André) – ospiti Franco Battiato, Daniele Sepe e Mario Arcari. La recensione.

Il cosmic ambient country di Daniel Lanois & Rocco DeLuca

Goodbye To Language unisce ufficialmente in un disco i due artisti che collaborano oramai da anni. Quasi quaranta minuti di musica strumentale in esplorazione verso l’ignoto. La recensione.

Vapors Of Morphine, per continuà il famolo strano!

Sorpresa: tre lustri dopo la morte di Mark Sandman i Morphine superstiti Dana Colley e Jerome Deupree si uniscono a Jeremy Lyons e pubblicano A New Low, ottimo album che rilegge alcuni classici della vecchia band, un paio di standard folk blues e brani di Brian Eno, dei Latin Playboys e dei Pink Floyd. In un pezzo ospite Boubacar Diabate. A Novembre in Italia per un atteso tour: 8 (Magnolia, Milano), 10 (Monk Club, Roma), 11 (Locomotiv, Bologna) e 12 (Latteria Molloy, Brescia). La recensione.

L’onanismo dei Public Image Ltd.

John Lydon aka Johnny Rotten arriva in Italia con la sua immarcescibile creatura dopo aver appena pubblicato What The World Needs Now… – il risultato è quello di un concerto dove l’ex assatanato dei Sex Pistols impone la propria maestria di frontman impareggiabile. La recensione.

Ray LaMontagne, fra dubbi e certezze

Dopo l’insoddisfacente album prodotto da Dan Auerbach (Black Keys), l’artista adesso si affida alla produzione di Jim James, che a sua volta convoglia in session i suoi My Morning Jacket. In Ouroboros non tutto suona perfetto ma ci sono decisi miglioramenti rispetto al recente passato. La recensione.

Public Image Ltd. – Niente irlandesi, niente n@gr+, niente cani!

John Lydon e la sua leggendaria società a responsabilità limitata tornano con What The World Needs Now…, album a dir poco sorprendente e che aumenta l’attesa per i due concerti italiani del gruppo: il 10 Ottobre al Rivolta di Marghera (Venezia) e l’11 ai Magazzini Generali di Milano. La recensione.

Rolling Stones, blues a scacchi

Il gruppo di Mick Jagger & Keith Richards punta dritto a Chicago e alla Chess per il nuovo album Lonesome And Blue, dodici brani tratti dal repertorio di classici come Little Walter, Howlin’ Wolf e Willie Dixon. Produce Don Was, ospiti d’eccezione Eric Clapton e Jim Keltner. La recensione.

John Trudell, il fumo che segue il fuoco

L’artista Santee Sioux appena scomparso con Wazi’s Dream consegna l’ultimo lavoro di una carriera ultra-trentennale a dir poco epica. La malattia che lo ha divorato non gli ha impedito di agire fino all’ultimo, o quasi. Accanto a lui i fidi Bad Dog guidati da Mark Shark. La recensione.

Nick Cave & The Bad Seeds, 40 minuti di dolore

Forse il disco più atteso del 2016, Skeleton Tree è il tormentato ritorno del gruppo guidato dall’artista australiano. Ruolo prominente di Warren Ellis e partecipazione straordinaria del soprano danese Else Torp. La recensione.

James Johnston, stanze senza stelle

Debutto solista per il leader dei Gallon Drunk: The Starless Room arriva dopo un lungo percorso che oltre al suo gruppo lo ha visto accanto a Nick Cave, Lydia Lunch e PJ Harvey. Il risultato è un album composito e con molte riuscite sofisticazioni. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

I sentieri di pace del guerriero Neil Young

Inaspettato esce Peace Trail, nuovo album di studio dell’artista canadese, che per la l’occasione è accompagnato da Jim Keltner e da Paul Bushnell. Non tutto è perfetto, anzi – ma il risultato a tratti è musica con fuoco e anima. La recensione.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.

David Crosby finalmente si ricorda il suo nome!

Grazie alla perfetta produzione di Michael League (Snarky Puppy), il Tricheco con The Lighthouse sfoderà un disco davvero inatteso e di cristallina bellezza. Nove brani ridotti all’osso che sanno della migliore West Coast, di bossanova e di blues onirico. La recensione.