Peppe Barra, sona rilorgio

Nuovo, imperdibile disco dal vivo per il grande “cantattore” procidano: …E cammina cammina è pura grazia dell’arte del performing, che indistintamente cita Enzo Gragnaniello, Bob Marley, Pino Daniele, Ferdinando Russo e Renato Carosone. La recensione di uno dei dischi italiani più belli del 2016.

Aaron Neville, come bazzicare New Orleans

Dopo gli ottimi lavori con alla consolle prima Joe Henry e poi Keith Richards & Don Was, il grandissimo cantante della Big Easy non cede di nulla: a settantacinque anni il suo nuovo album Apache incanta dall’inizio alla fine. La recensione.

Bob Dylan e l’insofferenza agli anni Ottanta

Nella rete a sorpresa compare un bootleg di un disco completamente inedito registrato nel 1985 dell’artista americano. After The Empire (Unreleased Album Recorded May/October 1985), qualità sonora decisamente buona, è composto di quindici pezzi dove sono azzannati antichi amori rockabilly, blues, Rolling Stones, gospel. La recensione.

Bob Lind, fra Magellano e farfalle elusive

Magellan Was Wrong è la conferma di un come back che sembrava impossibile: quello dei uno dei grandi maestri del folk-rock anni Sessanta. Fra le varie composizioni originali anche una cover di un famoso brano di Tom Paxton. La recensione.

Allen Ginsberg e il blues primitivo

Eccezionale triplo boxset che raccoglie due dischi con diversi inediti del grande poeta di Jukeboxe all’idrogeno. In The Last Word On First Blues fanno parata anche amici e adepti come Bob Dylan, David Mansfield, Arthur Russell, John Hammond Sr, Harry Smith, Hal Willner, Peter Orlovsky e diversi altri. La recensione di un vero gioiello irrinunciabile.

Mick Harvey alla corte dell’uomo con la testa di cavolo

Eccellente terzo volume dedicato alle riletture in inglese dei capolavori di Serge Gainsbourg da parte del musicista australiano. L’ex Nick Cave & The Bad Seeds ed ex Crime And The City Solution cuce un lavoro dove le sue profonde doti di background tecnico e di filologia musicale sono esaltate al meglio. La recensione.

Allen Toussaint, motivi americani

Joe Henry porta a compimento il disco cui il grande artista di New Orleans stava lavorando prima di passare a miglior vita: American Tunes è il magnifico requiem di un artista irripetibile. Pezzi suoi, cover di grande spessore fra Duke Ellington e Paul Simon, backing band guidata da Bill Frisell e Charles Lloyd nonché ospiti prestigiosi quali Van Dyke Parks e Rhiannon Giddens (Carolina Chocolate Drops). La recensione.

Kris Kristofferson, per sempre Billy The Kid

The Cedar Creek Sessions celebra gli ottant’anni di uno dei più grandi cantautori americani: due CD dove corrono classici come Me And Bobby McGee e For The Good Times, pezzi meno noti ma bellissimi e quattro inediti fra cui un duetto con Sheryl Crow. Produce Shawn Camp. La recensione.

Red Hot Chili Peppers, ritorno al piccante

Sembravo persi nei videoclip e nei festival corporate-trendy – invece il gruppo di Los Angeles con The Gateway ha un bello scatto di reni dove trapelano tutte le loro migliori influenze, da George Clinton a Mike Watt. Ospiti Elton John e Mauro Refosco, produce Danger Mouse. La recensione.

Christy Moore, l’ultimo dei folksinger

Lily è il nuovo album del bardo irlandese, ex Planxty ed ex Moving Hearts che proprio quest’anno festeggia cinquant’anni di carriera. In scaletta vi sono un paio di pezzi originali e una serie cover scelte con cura dai repertori di gente come Peter Gabriel e John Spillane. La recensione.

Paul Simon, ninne-nanne per insonni

L’artista newyorchese torna alla ribalta con Stranger To Stranger, disco molto interessante che lo riunisce allo storico produttore Roy Halee e che in tre brani vede la partecipazione del produttore e DJ italiano Clap! Clap! aka Digi G'Alessio. E nella versione deluxe compare Dion. La recensione.

Dexys, al sapor di country-soul irlandese

Il travolgente gruppo inglese guidato da Kevin Rowland (una volta erano i Dexys Midnight Runners) dopo il capolavoro del 2012, regalano con Let The Record Show/Dexys Do Irish And Country Soul un’appendice fatta di cover, omaggio a 360° allo scibile musicale. In scaletta brani a firma Bee Gees, Joni Mitchell, Johnny Cash, Rod Stewart, Hugh Masekela, Slim Whitman nonché qualche standard Irish rifatto con classe diamantina. La recensione.

Il vento cattivo di Tony Joe White

Eccellente ritorno del Maestro di Oak Grove, Louisiana: Rain Crow è l’ennesimo disco da non perdere di un artista unico e irripetibile. Uno fra i brani è scritto con l’attore-regista-musicista Billy Bob Thornton. La recensione di uno degli album più belli del 2016.

Il delirio di Les Claypool & Sean Lennon

L’improbabile coppia formata dal leader dei Primus e dalla progenie Lennon-Ono regala al mondo Monolith Of Phobos – e il mondo dovrebbe esserne contento! Non tutto perfettamente a fuoco, ma l’inedito duo ci dà dentro che è un piacere. La recensione.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.

L’electro-shock di Beth Orton

Kidsticks è un’inaspettato ritorno alle origini electro della grande cantautrice di Norfolk: probabilmente lascerà sorpresi i molti fan che hanno amato Trailer Park e Sugaring Season ma sotto l’apparente volubilità del disco palpita sempre un’artista di razza. La recensione.

Blonde On Blonde, selvaggio-sottile-mercuriale-rivisitato!

Il mensile di musica inglese Mojo pubblica in allegato al corrente numero Blonde On Blonde Revisited, dove nomi noti come Phosphorescent, Malcolm Middleton (Arab Strap), Chip Taylor, Jim O’Rourke, Thomas Cohen (S.C.U.M), Steve Gunn, Michael Chapman e diversi altri rendono omaggio al capolavoro 1966 di Bob Dylan. La recensione.

Tom Petty, di Spezzacuori e di Mudcrutch

Gli Heartbreakers si mascherano di nuovo e danno le stampe Mudcrutch 2: il disco segue il solco del predecessore pubblicato nel 2008, dove le influenze Grateful Dead sono palesemente sfacciate. La recensione.

Gary Lucas, boop-boop-be-doop!

Eccellente tributo del chitarrista americano alle musiche dei film del cartoonist Max Fleischer, l’autore di Braccio di ferro, Betty Boop e Superman. Naturalmente Fleischerei è una rivisitazione sui generis in bilico fra retrò e avanguardia. La recensione.

Hugo Race, fatalismo atto III (e mezzo)

Terzo disco dell’artista australiano con i Fatalists aka Sacri Cuori: 24 Hours To Nowhere è la conferma di una collaborazione solida e che regala sempre risultati di grande valore. Ospiti Angie Hart dei Frente! e due nomi noti del panorama alternativo italiano quali Davide Mahoney e Giovanni Ferrario. La recensione.