Lo spanglish di Carrie Rodriguez

Eccellente concept album dell’artista texana, che alterna sue composizioni a brani rivisitati della tradizione mexican. Il tutto con la produzione di Lee Townsend e un gruppo d’accompagnamento di primo livello formato da Bill Frisell, David Pulkingham e Viktor Krauss. La recensione.

John Doe, l’uomo del West

Con la produzione di Howe Gelb (Giant Sand), il cantante, bassista e autore degli X con The Westerner pubblica un lavoro crepuscolare, in parte ispirato alla morte di Michael Blake, lo scrittore di Balla coi lupi. Ospite in un brano Debbie Harry (Blondie). La recensione.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.

James Johnston, stanze senza stelle

Debutto solista per il leader dei Gallon Drunk: The Starless Room arriva dopo un lungo percorso che oltre al suo gruppo lo ha visto accanto a Nick Cave, Lydia Lunch e PJ Harvey. Il risultato è un album composito e con molte riuscite sofisticazioni. La recensione.

Nikki Sudden, l’ultimo bandito!

A quasi dieci anni dalla scomparsa dell’artista come un fulmine a ciel sereno esce Fred Beethoven, disco postumo di assoluto valore che ribadisce ancora una volta la grandezza di colui che fu leader degli degli Swell Maps e dei Jacobites.

Paul Simon, ninne-nanne per insonni

L’artista newyorchese torna alla ribalta con Stranger To Stranger, disco molto interessante che lo riunisce allo storico produttore Roy Halee e che in tre brani vede la partecipazione del produttore e DJ italiano Clap! Clap! aka Digi G'Alessio. E nella versione deluxe compare Dion. La recensione.

Tom Jones, di valige perdute e altre meraviglie

Long Lost Suitcase chiude la trilogia di dischi incisi dall’interprete gallese con la perfetta regia produttiva di Ethan Johns – il risultato è di quelli di pura eccellenza. Ospite in un brano Imelda May – il resto lo fa la presenza unica e inimitabile di TJ. La recensione.

Eric Andersen, ombre e luci nel nome di Albert Camus

Il leggendario autore di Thirsty Boots dedica un’intero EP di quasi mezz’ora allo scrittore franco-algerino – il risultato è ostico ma assolutamente affascinante.

Buon Natale e buon anno con i Velvet Underground, più o meno…

The Complete Matrix Tapes è l’Imperdibile cofanetto di quattro CD che coglie la band nel pieno del propria massima forza live. Era il 1969 quando Lou Reed e compagni si impossessaro del Matrix di San Francisco per due giorni fra i più esplosivi di tutta la storia del rock. La recensione.

Il cosmic ambient country di Daniel Lanois & Rocco DeLuca

Goodbye To Language unisce ufficialmente in un disco i due artisti che collaborano oramai da anni. Quasi quaranta minuti di musica strumentale in esplorazione verso l’ignoto. La recensione.

Tom Petty, di Spezzacuori e di Mudcrutch

Gli Heartbreakers si mascherano di nuovo e danno le stampe Mudcrutch 2: il disco segue il solco del predecessore pubblicato nel 2008, dove le influenze Grateful Dead sono palesemente sfacciate. La recensione.

Il 13 aprile esce “Auguri Alberta”: il pop-folk immaginato di Farnedi

Lo sanno tutti: se oggi vuoi fare musica ci sono due strade, i talent e l'indie. Poi c'è Enrico Fanedi, che non lo sapeva...

Rolling Stones, amore grande più di una Cadillac!

Se avete amato Stripped (1995) state certi che amerete anche Totally Stripped, eccellente boxset di 1 CD e 4 DVD che di quella metà anni Novanta immortale “la più grande rock and roll band del mondo” in gran forma. In repertorio perle poco inflazionate come Far Away Eyes e Rip This Joint oppure una Miss You completamente riarrangiata, per esempio. La recensione.

Kris Kristofferson, per sempre Billy The Kid

The Cedar Creek Sessions celebra gli ottant’anni di uno dei più grandi cantautori americani: due CD dove corrono classici come Me And Bobby McGee e For The Good Times, pezzi meno noti ma bellissimi e quattro inediti fra cui un duetto con Sheryl Crow. Produce Shawn Camp. La recensione.

Bruce Springsteen, i legami che riportano al fiume

Il famoso doppio The River riproposto sotto vari punti di vista: l’originale rimasterizzato, una valanga di outtake, un concerto in DVD, un documentario – ma soprattutto la versione singola che doveva essere pubblicata nel 1979, la quale regala l’effetto di un disco molto più quadrato e incisivo rispetto a quello che uscì nel 1980. La recensione.

Michele Francesconi e Andrea Ferrario sotto una “Bologna Skyline”

A Faenza l'anteprima di presentazione del disco ispirato alla fusion degli anni settanta e ottanta

Widespread Panic, veri cani di strada

Street Dogs è il dodicesimo lavoro di studio della band di Athens, Georgia – che segna una battuta d’arresto in termini di creatività, anche se qualche buon momento non è negato. La recensione.

Billy Bob Thornton, l’uomo che non c’era

Il grande attore americano negli ultimi quindici anni si è dedicato molto seriamente alla musica – e Somewhere Down The Road è il nuovo album con i Boxmasters, ottavo tassello di una discografia tutta da gustare. La recensione.

Le preghiere natalizie di Neil Diamond

Sorprendente disco dedicato ai temi delle feste del grande cantautore newyorchese: Acoustic Christmas, prodotto da Don Was e Jacknife Lee, sancisce la sua rinascita artistica degli anni Duemila. La recensione.

Paul Westerberg, sempre in cerca del vento che sfugge

L’ex leader dei Replacements si inventa gli I Don’t Cares, estemporaneo duo con Juliana Hatfield: ne risulta Wild Stub, disco dove genio e sregolatezza dell’ex ragazzo di Minneapolis sono di nuovo scintillanti. La recensione.