Los Beginners: che il party abbia inizio, a suon di “exotica minimale”

Una musica beguine, da ballo degli anni passati, eseguita da “principianti” della musica, nel senso più ironico del termine. Si chiama Los Beginners il...

Public Image Ltd. – Niente irlandesi, niente n@gr+, niente cani!

John Lydon e la sua leggendaria società a responsabilità limitata tornano con What The World Needs Now…, album a dir poco sorprendente e che aumenta l’attesa per i due concerti italiani del gruppo: il 10 Ottobre al Rivolta di Marghera (Venezia) e l’11 ai Magazzini Generali di Milano. La recensione.

Tom Petty, di Spezzacuori e di Mudcrutch

Gli Heartbreakers si mascherano di nuovo e danno le stampe Mudcrutch 2: il disco segue il solco del predecessore pubblicato nel 2008, dove le influenze Grateful Dead sono palesemente sfacciate. La recensione.

Buon Natale e buon anno con i Velvet Underground, più o meno…

The Complete Matrix Tapes è l’Imperdibile cofanetto di quattro CD che coglie la band nel pieno del propria massima forza live. Era il 1969 quando Lou Reed e compagni si impossessaro del Matrix di San Francisco per due giorni fra i più esplosivi di tutta la storia del rock. La recensione.

Thomas Guiducci, marinaio intrappolato nel profondo mare blu

Disco numero due per il musicista riminese ma residente a Torino: The True Story Of A Seasick Sailor In The Deep Blue Sea è un album concept di sorprendente spessore. Co-produce Luca Andriolo dei Dead Cat In A Bag. La recensione.

James Johnston, stanze senza stelle

Debutto solista per il leader dei Gallon Drunk: The Starless Room arriva dopo un lungo percorso che oltre al suo gruppo lo ha visto accanto a Nick Cave, Lydia Lunch e PJ Harvey. Il risultato è un album composito e con molte riuscite sofisticazioni. La recensione.

Willie Nelson, rapsodia per Gershwin

Il grande artista texano omaggia il padre fondatore della musica americana: ne risulta Summertime/Willie Nelson Sings Gershwin, un album di assoluta classe prodotto dal fido Buddy Cannon e con un paio di ospiti di nome quali Cindy Lauper e Sheryl Crow. La recensione.

I cancelli d’oro dei Los Lobos

Solita prova di grande livello del gruppo di Los Angeles – Gates Of Gold è composto di undici brani che sono la quintessenza di tutto ciò che in questi decenni ha fatto grandi David Hidalgo, Cesar Rosas e compagni. La recensione.

Elza Soares, lacrime di samba sulla punta dei piedi

La regina della musica e della favela brasiliana, la donna che scandalizzò un popolo per l’amore da copertine quanto disperato con Garrincha, è tornata: non si sa se di anni ne abbia o quasi 80 o quasi 90 e viaggia su sedia a rotelle – ma la certezza è che A Mulher do Fim do Mundo è davvero un disco avveniristico. Ospiti speciali Celso Sim e Rodrigo Campos. La recensione.

David Bowie, di nuovo polveredistella (nera)

L’artista inglese oramai inghiottito nella Grande Mela torna con un disco affascinante, appeso a seducenti cliché e ad ardite sperimentazioni. Accanto al Duca in ★ (Blackstar) il fido produttore Tony Visconti, il quartetto jazz di Donny McCaslin e James Murphy dei LCD Soundsystem. La recensione.

Thomas Cohen, la vita dopo la morte

Esordio solista per l’ex S.C.U.M: Bloom Forever è un disco assolutamente sorprendente, dove le soluzioni musicali avvincenti si districano fra liriche dove aleggia la tragedia che ha colto la moglie Peaches Geldof (figlia di Bob Geldof), morta un paio di anni fa per overdose. La recensione.

Bob Lind, fra Magellano e farfalle elusive

Magellan Was Wrong è la conferma di un come back che sembrava impossibile: quello dei uno dei grandi maestri del folk-rock anni Sessanta. Fra le varie composizioni originali anche una cover di un famoso brano di Tom Paxton. La recensione.

Massimiliano Larocca, per chi pace non cerca e guerra non sopporta

Un mistero di sogni avverati è il quinto album dell’artista fiorentino, impegnato di nuovo a musicare l’opera letteraria di Dino Campana. Produce il Maestro Riccardo Tesi (Ivano Fossati, Fabrizio De André) con l’aiuto di Antonio Gramentieri – ospiti Nada, Hugo Race, Sacri Cuori, Cesare Basile e l’attore-regista Claudio Ascoli. La recensione.

Lowlands, il nome che gli diedero era Townes Van Zandt

Edward Abbiati e la sua band con Play Townes Van Zandt's Last Set mettono insieme un sentito tributo al grande cantautore texano. Ad accompagnarli in questa avventura molti amici “vicini e lontani”: Winston Watson (Giant Sand, Bob Dylan), Stiv Cantarelli, Tim Rogers (You Am I), Sid Griffin (Long Ryders, Coal Porters), Michele Gazich, i Cheap Wine, Antonio Gramentieri, Maurizio Gnola Glielmo, Will T. Massey, Rod Picott, Chris Cacavas (Green On Red) e Richard Lindgren. La recensione.

Iggy Pop, assalto alla Royal Albert Hall

Post Pop Depression-Live At The Royal Albert Hall è la registrazione nonché ripresa video fedele del concerto fuoco e fiamme tenuto nel famoso teatro londinese la scorsa primavera: la band che accompagna l’ex Stooges guidata da Josh Homme (Queens Of The Stone Age) è davvero di prim’ordine. La recensione.

Aaron Neville, come bazzicare New Orleans

Dopo gli ottimi lavori con alla consolle prima Joe Henry e poi Keith Richards & Don Was, il grandissimo cantante della Big Easy non cede di nulla: a settantacinque anni il suo nuovo album Apache incanta dall’inizio alla fine. La recensione.

Bob Dylan, il sottile selvaggio suono mercuriale 1965–1966

I diciotto CD di The Bootleg Series Vol. 12/The Cutting Edge 1965–1966 consegnano all’eternità uno dei momenti più estrosi del musicista partito dal Minnesota alla conquista del mondo. Non spaventi l’ampiezza dell’operazione: dedicargli tempo e attenzione dà grandi soddisfazioni. La recensione.

Vapors Of Morphine, per continuà il famolo strano!

Sorpresa: tre lustri dopo la morte di Mark Sandman i Morphine superstiti Dana Colley e Jerome Deupree si uniscono a Jeremy Lyons e pubblicano A New Low, ottimo album che rilegge alcuni classici della vecchia band, un paio di standard folk blues e brani di Brian Eno, dei Latin Playboys e dei Pink Floyd. In un pezzo ospite Boubacar Diabate. A Novembre in Italia per un atteso tour: 8 (Magnolia, Milano), 10 (Monk Club, Roma), 11 (Locomotiv, Bologna) e 12 (Latteria Molloy, Brescia). La recensione.

Peppe Barra, sona rilorgio

Nuovo, imperdibile disco dal vivo per il grande “cantattore” procidano: …E cammina cammina è pura grazia dell’arte del performing, che indistintamente cita Enzo Gragnaniello, Bob Marley, Pino Daniele, Ferdinando Russo e Renato Carosone. La recensione di uno dei dischi italiani più belli del 2016.

Salvo Ruolo, cambiare i padroni (non è libertà)

Canciari patruni ‘un è l’bittà è la nuova opera dell’artista siciliano – trenta minuti di bel folk rivisitato dove i cliché del genere sono giocati con grande personalità. La recensione.