A Faenza ci sono i concerti “casual” (esclusivi e informali).

I titoli non sono il mio forte. Non vorrei strafare poi ho come l'occhio dell'amico di mr.google (è amico ?) che mi sorveglia dall'alto...

Sly And The Family Stone, ballare la musica!

Eccezionale documento storico in quattro CD che certifica la grandezza di un gruppo unico e irripetibile – Sylvester Stewart e la sua macchina da guerra musicale nel 1968 come non li avevamo mai sentiti prima…

Ronnie Spector, il cuore inglese di New York

Impeccabile ritorno della ex voce delle Ronettes, che in English Heart infila una selezione di (non scontati) pezzi all-british di classici anni Sessanta: Stones, Animals, Kinks, Beatles, Fortunes, Bee Gees, Gerry & The Pacemakers e altri. La recensione.

Widespread Panic, veri cani di strada

Street Dogs è il dodicesimo lavoro di studio della band di Athens, Georgia – che segna una battuta d’arresto in termini di creatività, anche se qualche buon momento non è negato. La recensione.

Ray LaMontagne, fra dubbi e certezze

Dopo l’insoddisfacente album prodotto da Dan Auerbach (Black Keys), l’artista adesso si affida alla produzione di Jim James, che a sua volta convoglia in session i suoi My Morning Jacket. In Ouroboros non tutto suona perfetto ma ci sono decisi miglioramenti rispetto al recente passato. La recensione.

Red Hot Chili Peppers, ritorno al piccante

Sembravo persi nei videoclip e nei festival corporate-trendy – invece il gruppo di Los Angeles con The Gateway ha un bello scatto di reni dove trapelano tutte le loro migliori influenze, da George Clinton a Mike Watt. Ospiti Elton John e Mauro Refosco, produce Danger Mouse. La recensione.

Dov’è finito il vero Rod Stewart?

Primo disco di brani originali in quasi tre decenni per l’ex Faces – che è l’ennesima delusione. Produzione dozzinale e repertorio sotto standard accettabili non rendono onore alla splendida voce dell’artista scozzese. La recensione.

Gary Lucas, boop-boop-be-doop!

Eccellente tributo del chitarrista americano alle musiche dei film del cartoonist Max Fleischer, l’autore di Braccio di ferro, Betty Boop e Superman. Naturalmente Fleischerei è una rivisitazione sui generis in bilico fra retrò e avanguardia. La recensione.

John Trudell, il fumo che segue il fuoco

L’artista Santee Sioux appena scomparso con Wazi’s Dream consegna l’ultimo lavoro di una carriera ultra-trentennale a dir poco epica. La malattia che lo ha divorato non gli ha impedito di agire fino all’ultimo, o quasi. Accanto a lui i fidi Bad Dog guidati da Mark Shark. La recensione.

Dwight Yoakam, ritorno al bluegrass!

Il grande artista americano per i trent’anni esatti di carriera torna alla musica di casa sua, il Kentucky: riprende una dozzina di classici a sua firma e li ri-arrangia con lo stile nobile inventato da Bill Monroe. Spicca una cover di Prince, Purple Rain. La recensione.

Jack White, lo zucchero non è mai stato così buono!

Acoustic Recordings 1998-2016 è l’imperdibile doppio CD che il signor Seven Nation Army dà alle stampe proprio in questi giorni: ventisei brani unplugged presi dal proprio repertorio solista, da quello dei White Stripes e da quello dei Raconteurs. La recensione di una grande lezione di stile e di musica.

I cancelli d’oro dei Los Lobos

Solita prova di grande livello del gruppo di Los Angeles – Gates Of Gold è composto di undici brani che sono la quintessenza di tutto ciò che in questi decenni ha fatto grandi David Hidalgo, Cesar Rosas e compagni. La recensione.

Allen Ginsberg e il blues primitivo

Eccezionale triplo boxset che raccoglie due dischi con diversi inediti del grande poeta di Jukeboxe all’idrogeno. In The Last Word On First Blues fanno parata anche amici e adepti come Bob Dylan, David Mansfield, Arthur Russell, John Hammond Sr, Harry Smith, Hal Willner, Peter Orlovsky e diversi altri. La recensione di un vero gioiello irrinunciabile.

Richard Thompson, con pochissimo Wilco!

Il grande autore e chitarrista torna con l’album Still prodotto da Jeff Tweedy – un disco fra luci e ombre che lascia diversi dubbi sull’inedita accoppiata. In ogni caso, grande attesa per l’arrivo dell’artista con il suo Electric Trio per due concerti italiani: il 3 Ottobre a Treviglio (BG) e il 4 a Roma.

Billy Bob Thornton, l’uomo che non c’era

Il grande attore americano negli ultimi quindici anni si è dedicato molto seriamente alla musica – e Somewhere Down The Road è il nuovo album con i Boxmasters, ottavo tassello di una discografia tutta da gustare. La recensione.

Il delirio di Les Claypool & Sean Lennon

L’improbabile coppia formata dal leader dei Primus e dalla progenie Lennon-Ono regala al mondo Monolith Of Phobos – e il mondo dovrebbe esserne contento! Non tutto perfettamente a fuoco, ma l’inedito duo ci dà dentro che è un piacere. La recensione.

Il 13 aprile esce “Auguri Alberta”: il pop-folk immaginato di Farnedi

Lo sanno tutti: se oggi vuoi fare musica ci sono due strade, i talent e l'indie. Poi c'è Enrico Fanedi, che non lo sapeva...

David Bowie, giovane americano

Esce The Gouster, disco inedito del 1974 dell’artista scomparso quest’anno: per il momento lo si trova solo nel monumentale box set Who Can I Be Now? (1974-1976). Sono le prove generali di Young Americans (1975), magnifico disco di plastic soul che conquistò definitivamente anche il pubblico d’Oltreoceano. La recensione.

Il vento cattivo di Tony Joe White

Eccellente ritorno del Maestro di Oak Grove, Louisiana: Rain Crow è l’ennesimo disco da non perdere di un artista unico e irripetibile. Uno fra i brani è scritto con l’attore-regista-musicista Billy Bob Thornton. La recensione di uno degli album più belli del 2016.

Il cosmic ambient country di Daniel Lanois & Rocco DeLuca

Goodbye To Language unisce ufficialmente in un disco i due artisti che collaborano oramai da anni. Quasi quaranta minuti di musica strumentale in esplorazione verso l’ignoto. La recensione.