Gary Lucas, boop-boop-be-doop!

Eccellente tributo del chitarrista americano alle musiche dei film del cartoonist Max Fleischer, l’autore di Braccio di ferro, Betty Boop e Superman. Naturalmente Fleischerei è una rivisitazione sui generis in bilico fra retrò e avanguardia. La recensione.

Hugo Race, fatalismo atto III (e mezzo)

Terzo disco dell’artista australiano con i Fatalists aka Sacri Cuori: 24 Hours To Nowhere è la conferma di una collaborazione solida e che regala sempre risultati di grande valore. Ospiti Angie Hart dei Frente! e due nomi noti del panorama alternativo italiano quali Davide Mahoney e Giovanni Ferrario. La recensione.

Ronnie Spector, il cuore inglese di New York

Impeccabile ritorno della ex voce delle Ronettes, che in English Heart infila una selezione di (non scontati) pezzi all-british di classici anni Sessanta: Stones, Animals, Kinks, Beatles, Fortunes, Bee Gees, Gerry & The Pacemakers e altri. La recensione.

Station To Station, dal treno all’Internet

Abbiamo visto l’interessante pellicola documentario di Doug Aitken, frutto di quasi un mese di happening durante un viaggio in treno fra New York e San Francisco. Fra i tanti participanti si contano Beck, Cat Power, Patti Smith, i Calexico, Jackson Browne, Thurston Moore, Giorgio Moroder, Mavis Staples e i Suicide, oltre ad altri nomi noti di altre discipline artistiche. La recensione.

Bob Dylan e gli angeli caduti

Ecco il secondo capitolo dedicato al repertorio di Frank Sinatra: per Fallen Angels l’artista porta la sua band di nuovo ai Capitol Studios e ne esce con una serie di standard immortali fatti propri in modo molto convincente. La recensione.

John Doe, l’uomo del West

Con la produzione di Howe Gelb (Giant Sand), il cantante, bassista e autore degli X con The Westerner pubblica un lavoro crepuscolare, in parte ispirato alla morte di Michael Blake, lo scrittore di Balla coi lupi. Ospite in un brano Debbie Harry (Blondie). La recensione.

Barry Adamson, saper sempre dove correre

In barba alla scaramanzia, album numero tredici per l’ex Magazine e Bad Seeds di ritorno: Know Where To Run è la conferma del genio del musicista inglese. Con lui George Vjestica, recluta più recente dei Semi Cattivi. La recensione.

Vinicio Capossela, l’ora della controra

Canzoni della Cupa è il trionfo del mondo Coppoloni dell’artista: folk e grandi canzoni, ospiti ben scelti come i Los Lobos, Howe Gelb, Giovanna Marini, i Calexico, la Banda della Posta e Flaco Jiménez nonché l’ombra del grande «cantore sullo sfruttamento» Matteo Salvatore. Co-produce Alessandro Asso Stefana (Guano Padano). La recensione di un Magnus Opus.

Willie Nelson, rapsodia per Gershwin

Il grande artista texano omaggia il padre fondatore della musica americana: ne risulta Summertime/Willie Nelson Sings Gershwin, un album di assoluta classe prodotto dal fido Buddy Cannon e con un paio di ospiti di nome quali Cindy Lauper e Sheryl Crow. La recensione.

Blind Willie Johnson, notte scura e terra fredda

Cast di prim’ordine per il tributo al grande bluesman texano: in God Don't Never Change sono protagonisti nientemeno che Tom Waits con due pezzi, Rickie Lee Jones, i Cowboy Junkies, Lucinda Williams, Sinéad O'Connor e diversi altri. La recensione.

Peter Wolf, quella vecchia volpe del Lupo!

Il travolgente frontman della J. Geils Band torna con un nuovo disco solista: A Cure For Loneliness è l’opera di un serio adepto della scuola Dylan/Stones. Uno dei pezzi è scritto con uno dei grandi della soul music, il recentemente scomparso Don Covay. La recensione.

L’Italia alla conquista di PJ Harvey

Disco numero undici per la Principessa del Dorset: nuova prova di assoluta bravura di un’artista unica. In The Hope Six Demolition Project, oltre a un cameo di Linton Kwesi Johnson, l’accompagnano antichi collaborati come John Parish, Flood, Mick Harvey, James Johnston e Terry Edwards nonché due italiani quali Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Alessandro “Asso” Stefana (Guano Padano, Vinicio Capossela). La recensione.

Santana, il quasi ritorno della magia nera

La formazione immortalata in Santana III (1971) quarantacinque anni dopo riprende il filo del discorso con Santana IV: il disco è molto lungo e si muove fra alti e bassi ma soprattutto sembra una scusa per presentarsi di nuovo dal vivo, come accadrà quest’estate anche in Italia. La recensione.

Mimmo Locasciulli e il futuro che sembra lì ma non arriva mai

Il cantautore abruzzese si autocelebra con Piccoli cambiamenti: venti brani del suo ultra decennale repertorio incisi ex novo e con qui e là ospiti di nome come Luciano Ligabue, Francesco De Gregori, Alessandro Haber, Gigliola Cinquetti, Enrico Ruggeri e diversi altri. La recensione.

Lo spanglish di Carrie Rodriguez

Eccellente concept album dell’artista texana, che alterna sue composizioni a brani rivisitati della tradizione mexican. Il tutto con la produzione di Lee Townsend e un gruppo d’accompagnamento di primo livello formato da Bill Frisell, David Pulkingham e Viktor Krauss. La recensione.

Love, serenate a cinque corde

Imperdibile ristampa di un disco dimenticato del gruppo di Arthur Lee, Reel To Real del 1974 – spettacolare nell’attraversare più strati di musica americana e non solo, capace di far intendere a chi si rifece Jimi Hendrix quanto anticipare di quindici anni abbondanti i Massive Attack. La recensione.

Massimiliano Larocca, per chi pace non cerca e guerra non sopporta

Un mistero di sogni avverati è il quinto album dell’artista fiorentino, impegnato di nuovo a musicare l’opera letteraria di Dino Campana. Produce il Maestro Riccardo Tesi (Ivano Fossati, Fabrizio De André) con l’aiuto di Antonio Gramentieri – ospiti Nada, Hugo Race, Sacri Cuori, Cesare Basile e l’attore-regista Claudio Ascoli. La recensione.

Paul Westerberg, sempre in cerca del vento che sfugge

L’ex leader dei Replacements si inventa gli I Don’t Cares, estemporaneo duo con Juliana Hatfield: ne risulta Wild Stub, disco dove genio e sregolatezza dell’ex ragazzo di Minneapolis sono di nuovo scintillanti. La recensione.

Primal Scream, questione di caosmosi!

Ennesima metamorfosi del gruppo scozzese guidato dalla coppia Bobby Gillespie-Andrew Innes. Chaosmosis punta sul synth pop stile primi Depeche Mode – ma a larghi tratti sembra perso in un dedalo senza uscita. Special guest le Haim, Sky Ferreira e Rachel Zeffira. A luglio attesi per tre date in Italia: il 18 a Roma, il 19 a Cesena e il 20 a Sestri Levante (Genova). La recensione.

La grazia di Jeff Buckley

You And I sgombra qualsiasi dubbio o pregiudizio avuto prima di sentirlo: si tratta di un disco che tutti gli amanti dell’autore di Grace (1994) devono udire per capire ancora di più le sue emozionanti doti di interprete. Pezzi di calibri pesanti come Sly & The Family Stone, Smiths, Bukka White, Bob Dylan, Led Zeppelin – e soprattutto una voce assolutamente unica. La recensione.