krzysztof-penderecki-38772Per ogni fine c’è un nuovo inizio. Pare ispirata a questo antico e suggestivo aforisma la seducente formula pensata dagli organizzatori dell’Emilia Romagna Festival: far coincidere la conclusione del ciclo estivo della rassegna con l’avvio di quello invernale. Senza soluzione di continuità, come un germoglio fresco di vita che nasce da una pianta oramai consunta (ma che ha saputo dare, fino a quel momento, frutti prelibati…).

Il melting point delle due rassegne avverrà il prossimo 22 settembre con un appuntamento che, ovviamente, non poteva che essere tra i più alti e attraenti dell’intera stagione. Quella sera infatti, al Teatro Masini di Faenza arriverà Krzysztof Penderecki, vera icona dell’avanguardia musicale del ’900, massimo compositore polacco vivente e tra i più celebrati a livello mondiale.

Emerso nei primi anni ’60 con una serie di opere di chiara impostazione neo-weberniana, in linea con le esperienze della scuola di Darmstadt, Penderecki ha poi dato vita a un’esperienza linguistica originale fondata sul recupero di forme espressive della musica sacra e sull’utilizzo di materiali tradizionali che rimandano a Stravinskij, Wagner e al tardo Romanticismo. Non a caso il suo stile è stato definito classico postmoderno, mentre i suoi temi, sempre più di ispirazione religiosa, ne fanno uno dei più rappresentativi esponenti della cultura cattolica contemporanea (in gioventù, nella Polonia del Patto di Varsavia, si autodefiniva un comunista religioso e fu poi personalmente molto legato a Papa Wojtyla, a cui ha dedicato varie opere).

Autore estremamente prolifico (ha scritto centinaia di composizioni), il grande pubblico lo conosce certamente per alcuni suoi brani (Jutrznia, De Natura Sonoris, The Awakening of Jacob, Kanon) utilizzati da Stanley Kubrick come colonna sonora del film Shining, mentre a chi volesse approfondirne la conoscenza, consigliamo vivamente l’ascolto di opere quali Threnody (1960), Polymorphia (1961) e Dies Irae (1967) che restano indelebili nella memoria.

Ma l’occasione migliore per conoscerlo è senza dubbio quella offerta dall’ERF il 22 settembre, al Masini di Faenza. Un concerto organizzato, in collaborazione con il Ravello Festival e la Sagra Musicale Umbra, come omaggio per l’80° compleanno del grande compositore polacco (nato a Debica il 23 novembre 1933). Penderecki dirigerà l’Orchestra da Camera di Perugia, con Massimo Mercelli solista al flauto.

Il programma della serata si apre con tre lavori dello stesso Penderecki: si va dall’affascinante e duplice Serenade per orchestra d’archi (composta tra il 1996 e il 1997) al suggestivo Adagietto da Il Paradiso perduto (opera tratta dal poema epico di Milton e composta nel 1976 per le celebrazioni del bicentennario degli Stati Uniti d’America), per finire con la misteriosa Sinfonietta n. 2 (composta nel 1994 per clarinetto e archi ma qui riproposta nella versione per flauto). La conclusione del concerto è invece affidata a uno dei lavori per orchestra più famosi e felici di Antonín Dvorák, la Serenata in mi maggiore per archi op.22, composta nel 1875.

Come detto, con questo concerto si conclude l’intenso cartellone estivo dell’Emilia Romagna Festival e si apre al contempo quello invernale, altrettanto intenso e accattivante. Ne parleremo prossimamente su Gagarin. Restate collegati.

ANGELO FARINA

 

22 settembre

Emilia Romagna Festival

OMAGGIO A KRZYSZTOF PENDERECKI per l’80° compleanno del Maestro

Faenza (RA), Teatro Masini, piazza Nenni ex Molinella. Ore 21

Info: 0542 25747, erfestival.org

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