the-maytals-do-the-reggae-1966-1970Un modo piuttosto spiccio per spiegare i Maytals è dire che nel Reggae loro stanno ai Beatles come i Wailers stanno agli Stones. Ma come si può spiegare Toots in sé? Beh, diciamo che lui è la cosa più vicina a Otis Redding rimasta su questo pianeta. Provate a mettere a confronto i video dal vivo di Otis che si trovano in rete con un concerto di Toots: entrambi trasfigurano le semplici note musicali Do-Re-Me-Fa-Sol-La-Si in pure esplosioni di gioia, riconfermando ogni volta l’atavico stupore e il sacrosanto diritto dell’uomo primitivo di essere vivo qui ed ora.

Toots trovò la strada verso la sua voce quando faceva il corista nella chiesa battista dove suo padre predicava e questo forse spiega la qualità soul del suo canto, molto più vicino a Solomon Burke e agli Staple Singers piuttosto che a Prince Buster. Quello che impressiona di più è il numero di stupefacenti classici a cui la sua voce è intrecciata, gemme come Sweet and Dandy, Monkey Man, Pressure Drop, o 54-46 that’s my number, scritta nel 1968 quando Toots era in carcere per detenzione di marijuana, una canzone indomita e compassionevole come ogni vera prison song della tradizione afroamericana.

Entrato in carcere all’apice del successo Ska dei Maytals, quando uscì 18 mesi dopo la musica stava rallentando, un po’ come sul finire di una festa, e questo nuovo suono rifletteva la violenta cultura del Rude Boy che stava prendendo piede in Jamaica. I Maytals negoziarono questa transizione, tornando sulle scene proprio con 54-46 ed esplodendo in tutta l’isola e poi in tutto il mondo. Si dice che furono proprio i Maytals i primi a dare un nome a questo nuovo sound nel loro singolo Do The Reggay. Quale che sia la verità, so solo che ogni volta che questo vinile ruota sul mio giradischi mi scopro ad interrompere quello che sto facendo e a dondolare al suo ritmo ipnotico e lussureggiante, a quel suono così grasso e traboccante, condotto da quella voce da pifferaio di Hamelin caraibico. So che Toots e i Maytals passeranno dalle nostri parti a metà estate, tra l’altro proprio la notte del mio compleanno: non vedo l’ora di vederli fare il reggay di persona e di ballar via con loro i miei 32 anni.

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