Quanti libri leggiamo in una vita? Quanti libri non leggiamo? Quanti libri cominciamo a leggere ma rimangono infiniti? Domande che mi tengono sveglio la notte. Insieme a: Cosa farò da grande? Quando finirò di pagare il mutuo? Che cos’è la pensione? Nessuna risposta a queste ultime, mi diletto a cercar risposte librarie. Libri letti direi un generico tanti, in attesa del dato definitivo per il quale non ho poi tutta questa fretta. Non letti direi troppi, dato che c’è gente sadica che si ostina a pubblicarne. E i libri che non ho finito di leggere (infiniti appunto)?

Tra saggi e manuali ho inanellato una serie di arenamenti non indifferente. Titoli abbindolanti fatti per me: Come smettere di darsi la zappa sui piedi e avere successo, Lavorare con persone difficili, Simplify your life, Vincere la stanchezza, Come ottenere il meglio da sé e dagli altri

Se parliamo di narrativa, invece, ne ho mollati davvero pochi. In un caso mi hanno regalato un libro fallato e non ho potuto fisicamente andare oltre la 146, tornava alla 93 e si rifermava alla 146. Oltre il confine di Cormac McCarthy. Per il resto essendo un integralista mi ostino a leggere fino in fondo, leggere è vivere e vivere è soffrire. Quindi si legga!

E che fine fanno i pochi libri non finiti? In genere cerco di parcheggiarli in seconda fila sulla libreria, se poi sono manuali che attestano definitivamente il mio fallimento provo ad abbandonarli in qualche mercatino (mai buttare via un libro). Ma attenzione alla narrativa, non è detto che i libri infiniti rimangano infiniti per sempre, c’è sempre la possibilità che li riprendiate in mano in un attimo di debolezza e spatapam li finiate, scoprendo che è sempre un buon momento per leggere un libro, ma ogni libro ha il suo buon momento spatapam.

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