eugenio-finardi2«Sono stato più ricco, sono stato più famoso, sono stato più giovane e più bello di così, eppure non sono mai stato felice come adesso» dice Finardi. Come un vecchio corsaro che dopo mille scontri e battaglie ha trovato un’isola deserta presso cui trovare riparo dalla tempesta, il cantautore ha rivisitato album dopo album tutta la musica che gli piace. Da tempo Finardi ha abbandonato la sua immagine legata ai successi per esplorare quelle zone di confine dove l’interpretazione fonde i linguaggi della musica, dal blues, al fado, alla classica contemporanea. Al Riot Fest di Massa Lombarda il 12 luglio Finardi porta il suo ultimo album Sessanta, pubblicato a febbraio in occasione del suo sessantesimo compleanno. Tre cd in cui Finardi riprende in studio classici della sua discografia riarrangiandoli e diversi inediti: due versioni di Nuovo Umanesimo, una di queste prodotte da Max Casacci (fondatore e produttore dei Subsonica), Why (pezzo blues classico con la partecipazione di Joe Colombo), e poi ancora Maya, Passerà (pezzo country) oltre al brano presentato a Sanremo E tu lo chiami Dio.

Stasera 11 luglio si parte con il progetto Musica Libera, la conclusione sabato 13 con Garland Jeffreys in collaborazione con Strade Blu.

13 luglio, Massa Lombarda (Ra), Eugenio Finardi, Riot Fest, Piazza Matteotti, ore 21,30. Info: riotfest.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here