Arturo Martini, La madre folle, 1928
Arturo Martini, La madre folle, 1928
Arturo Martini, La madre folle, 1928

Prosegue il ciclo di conferenze che raccontano la vita e l’universo artistico di Arturo Martini, il grande scultore del Novecento italiano al quale la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, hanno dedicato due mostre attualmente in corso: Creature. Il sogno della terracotta, a Palazzo Fava di Bologna e Armonie. Figure tra mito e realtà, al M.I.C. di Faenza.

Ogni martedì, alle ore 18, a Bologna, presso la Chiesa di San Colombano (via Parigi 5, a 30 metri dalla sede della mostra) si alterneranno dieci importanti nomi della storia dell’arte e della letteratura per raccontare al pubblico aspetti anche inediti del grande scultore.

Il quarto incontro del ciclo è con il Prof. Giuseppe Sassatelli, Direttore del Dipartimento di Storia Culture Civiltà Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. “Tra le numerose fonti di ispirazione che stanno alla base della produzione artistica di Arturo Martini va sicuramente considerata anche l’arte etrusca e in particolare la scultura in terracotta praticata dagli Etruschi con grande intensità e con esiti di altissimo livello. Lo stesso Martini diceva: “Per due anni ho studiato la scultura etrusca e per cinque anni l’ho ridata…io sono il vero etrusco”. Questa affermazione è documentata tra l’altro da un fatto puntuale e contingente: nel 1916 l’archeologo Giulio Quirino Giglioli scoprì a Veio uno straordinario gruppo di sculture in terracotta tra le quali la famosa statua di Apollo subito attribuita all’unico scultore etrusco di cui conosciamo il nome, cioè Vulca. La scoperta di queste statue rappresentò una svolta nella storia dell’arte etrusca rivelando le straordinarie capacità di questo popolo nel plasmare l’argilla. Questo gruppo di terrecotte (Apollo, Ermes e Latona) avviò tra l’altro un importante processo di riconsiderazione dell’arte etrusca intesa come arte anticlassica, legata a una sorta di primato della italicità. In questo fervore di studi Martini ebbe dallo stesso Giglioli la possibilità di osservare e di studiare al Museo di Villa Giulia questo gruppo di statue che poi tante tracce lasciarono nella sua produzione artistica.”

Nella conferenza verrà illustrato il gruppo delle sculture di Veio, tra cui la statua di Apollo, nei suoi diversi aspetti e con particolare riguardo al messaggio politico e religioso (si tratta di statue che decoravano il tetto di un tempio), al significato artistico e alla sensibilità degli Etruschi per la terracotta, materia da loro largamente preferita rispetto alla più durevole pietra

Questi appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, completano l’imponente progetto dedicato ad Arturo Martini, aggiungendosi alle due mostre che stanno riscuotendo un meritato successo di critica e pubblico.

Nel frattempo il Mic di Faenza continua con successo il programma delle visite guidate della sezione faentina: ogni sabato e domenica alle 16, mentre ogni venerdì alle 18 propone le visite guidate aperitivo.

Informazioni sulle mostre

Titolo: Arturo Martini. Creature, il sogno della terracotta

Curatore: Nico Stringa

Date: fino al 12 gennaio 2014

Dove: Bologna, Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni, via Manzoni 2

Apertura: lunedì-giovedì ore 10-19, venerdì-domenica 10-21

Info: 051 19936305, www.genusbononiae.it

Ingresso: intero 10 euro, ridotto 7, gruppi 5 euro

 

Titolo: Arturo Martini. Armonie, figure tra mito e realtà

Curatore: Claudia Casali

Date: fino al 30 marzo 2014

Dove: Faenza, MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza), viale Baccarini 19

Apertura: martedì-venerdì ore 10-13.30, sabato-domenica e festivi ore 10-17.30

lunedì chiuso

È possibile prenotare la visita di gruppi al di fuori degli orari indicati

Info: 0546 697311, www.micfaenza.org

 

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