Massimo Campigli, Promenade
Massimo Campigli, Promenade
Massimo Campigli, Promenade

Settanta opere che raccontano come si stratifica una raccolta. Allo stesso tempo descrivono un pezzo di storia dell’arte italiana dagli anni Venti in avanti. Ma raccontano altresì il gusto di una committenza votata esclusivamente alla pittura e quasi impermeabile alle Avanguardie.

Due collezioni che si incontrano, quella del fondo comune di investimento Scudo Arte Moderna e quella di Stato della Repubblica di San Marino in un’unica mostra Scenari del Novecento da Carrà a Fontana a cura di Beatrice Buscaroli, allestita al Museo di Stato e al Museo Pinacoteca San Francesco fino al 31 luglio.

Quindi due punti vista a confronto, quello dello della collezione pubblica stratificata, costruita attraverso donazioni di artisti e acquisti e quello della collezione privata che segue il criterio principale dell’investimento.

A Beatrice Buscaroli è toccato il riordino critico e storico. Un processo «complesso e seducente – scrive – un’opera di montaggio, non dissimile da quella che compiono i registi nel momento in cui assemblano le scene di un racconto al fine di completare visivamente un copione, una sceneggiatura».

Divisa in cinque sezioni, – Tra segno e materia, Geometrie dello spazio, Nuove Iconografie, Tra mito e ricerca della forma e Tra natura e paesaggio, vedrà opere di Modigliani, Fontana, Carrà, Rosai, Campigli, Gentilini, Baj, Schifano, Music, Mondino, Cassinari, Morlotti, Boetti, Santomaso, Vedova, Busignani-Reffi, Rotella, Birolli, Tancredi, Dorazio, Castellani, Perilli, Vago, Accardi, Cucchi, Chia, Pizzi Cannella, Keith Haring.

Nomi importantissimi che la curatrice disloca secondo macro tematiche trasversali e che attraversano tutte le grandi stagioni della pittura nell’arte italiana: dal ritorno all’ordine di Valori Plastici del primo Dopoguerra, al fervido periodo Informale del secondo Dopoguerra fino ad toccare appena certe forme di nuovo realismo, lo spazialismo di Fontana, ma che insiste sull’astrattismo e il minimalismo, attraversa la stagione postmodernista e il movimento della Transvanguardia, per concludere con le espressioni più contemporanee del graffitismo di Haring – unica deviazione fuori confine – e della pittura italiana degli anni ’90 come quella di Luciano Bartolini e di Roberto Floreani, quella delle citazioni e dei cromatismi di Marcello Jori, Stefano di Stasio, Gian Marco Montesano, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza e Valerio Berruti e infine l’outsider Piero Pizzi Cannella. (stefania mazzotti)

Fino al 31 luglio, San Marino Città, Scenari del Novecento, Museo Pinacoteca San Francesco, via Basilicius 33, info: 0549 885132; Museo di Stato (Palazzo Pergami Belluzzi), piazzetta del Titano 1, info: 0549 883835

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