Luigi Bandini Buti
Luigi Bandini Buti
Luigi Bandini Buti

L’ISIA rappresenta in Romagna una piccola eccellenza della formazione italiana.

Si è conclusa l’annuale indagine statistica sulla popolazione dei laureati Isia di Faenza fino al 31 dicembre 2014 e i risultati sono in assoluta controtendenza con i dati divulgati da Eurostat, qualche settimana fa, sui laureati italiani del 2014.

Secondo Eurostat solo un ragazzo italiano su due (il 52%) trova lavoro entro tre anni dalla laurea, mentre tra i laureati di secondo livello Isia di Faenza (cioè quelli che terminano il percorso di studi di 5 anni) trova lavoro ben il 92,3% a un anno dal titolo, con un tempo medio di attesa per arrivare al primo contratto, di soli 4 mesi.

ISIA inaugura oggi, 21 gennaio , alle 18, il nuovo anno academico con una cerimonia aperta a tutti. Per l’occasione ha invitato a Faenza Luigi Bandini Buti: uno dei massimi esperti in ergonomia e design far all che sono i temi su cui gli ISIA orienteranno sempre di più la loro didattica negli anni a venire.

Bandini Buti è docente in Ergonomia in Italia e all’estero. Nel 1996 è stato fra i primi italiani ad essere accreditato Ergonomo Europeo dal CREE (Center for Registration of European Ergonomists). Recentemente ha pubblicato tre libri sull’ergonomia applicata alla progettazione di ambienti e prodotti.

Quale sarà il futuro del design e del progetto architettonico? Sarà nell’utilità o piuttosto nello stupore?  O non sarà per caso nell’utile stupore?

Da queste domande comincerà la dissertazione di Bandini Buti dal titolo “La diversità è una risorsa” .

“Il Design for All nasce – spiega –  dalle esigenze delle fasce deboli ma si afferma come mezzo per il progetto per tutti: non per i disabili, ma anche per i disabili. Non è quindi uno dei tanti modi per ospedalizzare il mondo, ma è una disciplina che cerca di renderlo più utile e più bello per tutti. Dico che “la diversità è una risorsa” perché è finito il tempo in cui l’esigenza prima della produzione era la standardizzazione più o meno spinta e la diversità doveva essere negata in favore dell’omologazione. Oggi si dà per scontato che l’oggetto funzioni, ma si vuole anche che l’oggetto sia gradevole e sia adeguato ai bisogni, alle esigenze e alle capacità di chi dovrà, potrà, vorrà usarlo.  Il Design for All si propone quindi come una disciplina in grado di fornire mezzi e metodi adatti a rispondere all’innovazione, alle esigenze dei tutti e di essere al contempo profondamente etica. In questo è la sua attualità”.

L’incontro è aperto a tutti. Introducono Anty Pansera, Presidente ISIA Faenza e Roberto Ossani, Direttore ISIA Faenza.

 

21 gennaio, Faenza, ISIA, corso Mazzini 93, aula magna, ingresso libero.
Per informazioni: 0546/22293; www.isiafaenza.it

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