TETRAEDRO. Alla OTTO Gallery, Bologna

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Continua fino al 10 gennaio 2022  la mostra collettiva TETRAEDRO alla OTTO Gallery di Bologna. Suddivisa in base a tematiche e discipline artistiche, la mostra intende connotare le sale della galleria in base a riferimenti storico-culturali che si focalizzano su analogie, comparazioni e salti cronologici. Non si tratta quindi di una unica mostra, ma di una triplice esposizione basata sul concetto della frammentazione e della diversità. La modalità condivisa in ogni sala è quella del montaggio, vale a dire: scegliere e mettere insieme le opere – ossia gli strumenti dell’ingegno – per creare un insieme indivisibile che possa effettivamente definire il proprio contesto espositivo.

Nella prima sala è stata ricreata una Wunderkammer che raccoglie oggetti accomunati (e accumulati) in modo compulsivo. In questo caso si tratta di una collezione estemporanea, vasta ed eterogenea, dove le opere tendono a raggiungere una saturazione visiva. Esattamente come le cinquecentesche Camere delle meraviglie, che non avevano soluzione di continuità perché non volevano porsi limiti nella catena dei possibili collegamenti, la tecnica combinatoria sancisce un tessuto connettivo tra l’arte e l’artigianato di Umberto Chiodi, Nero/Alessandro Neretti e Andrea Salvatori, così come tra l’arte e il design dei CTRLZAK e dello Studio Nucleo.

Andrea Salvatori, Depressed, 2016, ceramica, cm 34x46x36

La seconda sala è ispirata al Cabinet d’Amateur, grandi e sfarzosi ambienti in cui i quadri erano esposti gli uni accanto agli altri. Risale infatti al XVIII secolo la consuetudine di appendere i dipinti a ranghi serrati, partendo dal pavimento per arrivare fino al soffitto, cornice contro cornice; metodologia che viene qui applicata alla pittura massimalista di Gabriele Arruzzo, Lorenzo Conforti e Andrea Luzi affinché scorra in parallelo (e in paragone) ai più rarefatti dipinti di Jacopo Casadei, Beatrice Meoni e Vera Portatadino. La quadreria che ne risulta irride all’ottocentesca invettiva Bête comme un peintre sfatando così l’esistenza della pittura pedestre o equestre.

Gabriele Arruzzo, S.T. (il terzo purgatorio), 2020, smalto, acrilico e glitter su tela e telaio in legno, cm 191×157

La terza sala rievoca invece l’ambiente dello Studiolo, uno spazio raccolto dove potersi ritirare per meditare e per dedicarsi ai propri interessi. Codificato nel Rinascimento, lo Studiolo è un ambiente empirico e passibile di errori, proprio perché vissuto interiormente e romanticamente. Per tale motivo, la terza sala è incentrata sulla tecnica più intima e personale, il disegno, attraverso cui verranno presentati gli antefatti del collettivo Alpina fondato da Barbara De Ponti e Fabio Marullo con l’obiettivo di approfondire la “Forma primaria della mutazione” attraverso la ricerca, la raccolta e l’analisi delle informazioni intrappolate nei ghiacciai.

Tetraedro, veduta della mostra

La mostra è a cura di Alberto Zanchetta.

 

Fino al 10 gennaio 2022

Bologna, OTTO Gallery,  Via D’Azeglio 55. Info & Orari: otto-gallery