WARHOL, HARING, BASQUIAT. Art, Music and Fashion

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A Bologna, negli spazi del NEXT EXHIBITION MUSEUMPalazzo Belloni, si è inaugurata la mostra di tre artisti che hanno fatto la storia dell’arte: WARHOL, HARING, BASQUIAT. Art, Music and Fashion, a cura di Edoardo Falcioni.

La mostra, certamente di grande richiamo per un pubblico eterogeneo e per l’unicità del format, sà come catturare l’attenzione del visitatore attraverso un viaggio nel tempo, fatto di ricordi sia visivi che sensoriali. Difatti, la musica diffusa, diversa in ciascuna sala espositiva, è capace di immerge l’osservatore nelle atmosfere newyorkesi degli anni ’80, epoca in cui nei club della New York underground si respirava la creatività dell’arte in tutte le sue declinazioni: pittura, cinema, musica, moda, fotografia.
Galeotto fu il Club 57 nell’Est Village, considerato come uno dei templi della creatività, dove si ballava e andavano in scena performance e spettacoli di vario genere, di cui lo stesso Haring divenne il curatore artistico, decorandolo con i suoi graffiti. È qui che nacque il sodalizio spirituale tra Andy Wahrol, padre della Pop Art, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, quando l’arte “avveniva di notte”. E, Art, Music and Fashion, sottotitolo della mostra, ne racchiude lo spitiro e denota come lo stile di vita, contestualizzato gli eccessi dell’epoca, sia sia trasformata in loro musa ispiratrice.

WARHOL, HARING, BASQUIAT. Art, Music and Fashion_Bologna, Palazzo Belloni_ph LC 2023

La mostra, per la prima volta in Italia, racchiude le opere più iconiche dei tre artisti.
Il percorso espositivo apre con Andy Wahrol raffigurando la sua stretta relazione con il mondo della musica, al punto da trasformarla nel corso degli anni in arte. Allo stesso modo, in seguito, operò nell’ambito della moda con le produzioni di T-Shirt. Di queste ultime sono visibili tre rare serigrafie raffiguranti i tre artisti, che rendono un suo chiaro esempio di “Pop-brand”.
Andy Wahrol “Business Artist”, intuitivo, eccletico e visionario. Anzitempo capace, partendo dalla sua arte, di intercettare la trasversalità tra moda e musica.
Esempio visibile l’esemplare originale e firmato da Warhol della copertina del vinile The Velvet Underground & Nico by Andy Warhol – della band fu anche manager -, considerata ancora oggi come la copertina più celebre del mondo, non riportando il nome del gruppo, ma solo la celebre banana e la firma di Andy Warhol. Tra le altre celebri cover disegnate, spicca per importanza, quella dell’album Sticky Fingers dei The Rolling Stones. In mostra anche le Polaroids originali che ritraggono i principali artisti musicali e non con cui Warhol instaurò un rapporto di lavoro e amicizia. Tra queste lo scatto con lo stilista italiano Giorgio Armani, del 1981.

C’è da perdersi. Cover, dischi d’oro e in vinile e oggetti da collezione. Di forte fascino alcuni esemplari originali di chitarre, firmate da artisti come Paul Anka, Liza Minelli, Micheal Jackson e Lou Reed, tra questi anche la celebre cover del TIME del 1984, che riporta sulla copertina un ritratto di Michael Jackson realizzato da Warhol.
Numerose, poi, le foto che testimoniano lo svolgersi delle serate nello Studio 54, l’esclusivo nughtclub di Manhattan frequentato da “quelli che contano”. Scatti spontanei ritraggono le icone della moda e le celebrità dello spettacolo che hanno fatto la storia della mondanità newyorkese, in pose accattivanti e talvolta in emblematiche coreografie.

WARHOL, HARING, BASQUIAT. Art, Music and Fashion_ Bologna, Palazzo Belloni_serigrafia su lamiera di Haring_ph LC 2023

Proseguiamo la visita e troviamo le principali cover musicali realizzate da Keith Haring, insieme a preziose testimonianze storiche come fotografie originali e vari oggetti da collezione, tra cui le copertine dei vinili realizzate per l’amico dj e curatore del club Paradise Garage, Larry Levan. Tra i pezzi più prestigiosi esposti la cover del disco di David Bowie Without You del 1983 e l’LP di Elton John Are you ready for Love del 2003, uscito dopo la morte di Haring, avvenuta nel 1990. In mostra anche l’unica serigrafia su lamiera di Haring per il progetto Best Buddies del 1989 e un Baby radiant della serie Icons del 1990.

Chiudono la mostra le produzioni di Basquiat, appassionato al Jazz, in particolare al genere del Be-bop, di lui spiccano Beat Bop – la cover più celebre (una delle 500 rarissime edizioni del 1983) e considerta come “Il Sacro Graal del Rap” – realizzata in collaborazione con il suo amico artista Rammellzee; la cover dei Gray e quella The Offs, insieme ad altre importanti testimonianze storiche.

Sul finire, in uscita, in rassegna le copertine dell’iconico Interview Magazine con ritratti divi come Cindy Lauper, Mick Jagger, Madonna, Jack Nicholson e John Travolta.

Visione consigliata. Da non perdere.

WARHOL, HARING, BASQUIAT. Art, Music and Fashion
Dall’11 marzo al 18 giugno
NEXT EXHIBITION MUSEUM
presso Palazzo Belloni
Via de’Gombruti 13/A – Bologna