Sacri Cuori Social Club

 

Sacri Cuori Social Club
Sacri Cuori Social Club

A metà cartellone Strade Blu tira fuori le candeline e festeggia la sua banda di casa con un compleanno lungo due giorni, con tanto di amici e ospiti speciali. Il tutto a un anno dall’uscita (inglese) di Rosario. Un anno che per i Sacri Cuori e per il loro primo disco internazionale vale una vita, o forse due. Appena meno di duecento concerti, in ogni angolo d’Europa incluse Bulgaria e Polonia. Un tour australiano e uno inglese alle porte. Un’accoglienza sontuosa dalla stampa di tutto il mondo, inclusa quella italiana. E un nuovo disco da cominciare a registrare a brevissimo.

Cosa significa questa piccola grande eco internazionale negli anni della crisi della musica, delle idee e dell’umore? «Significa che anche nei piccoli numeri qualcosa si muove sempre – dice Antonio di Sacri Cuori – significa che oggi ci sono molti modi di stare dentro la musica, di portarla in giro, e di farsi portare in giro da lei. E la ricerca a testa bassa di un certo tipo di successo maxi-mediatico non è l’unica. C’è vita fuori dalla televisione, e fuori dalle scuole del successo. Per la verità la musica che ci interessa è quasi tutta fuori. Noi facciamo la nostra cosa, al meglio, con tutto il cuore che abbiamo, e vediamo a chi interessa. il successo reale è vivere facendo la cosa che ti piace».

Un suono particolare, al crocevia di molti folclori, partito dall’America del blues, del folk e della psichedelia, ma spesso tornato a casa per incontrare le colonne sonore italiane degli anni d’oro, le melodie romantiche del sud, persino ricordi di liscio romagnolo. «All’estero risuona ancora un certo tipo di italianità, quel nostro certo modo di prendere i ritmi e le melodie. Possiamo sicuramente dire che l’elemento che all’estero ha colpito di più nei nostri lavori e nei nostri live è la prospettiva italiana che mostriamo su un certo idioma roots tradizionale. I compositori di colonne sonore italiane sono ancora uno standard di riferimento in tutto il mondo».

Per le due serate del compleanno, sottotitolato Echi di Romagna – voci, suoni, visioni dalla Terra Madre, Sacri Cuori hanno convocato degli amici d’eccezione. Il 10 agosto a Brisighella arrivano a dare man forte ai padroni di casa i Saluti da Saturno, la formazione di Mirko Mariani titolare di due ottimi dischi e di un cantautorato poetico e stralunato. L’11, in piazza della Molinella a Faenza arrivano invece Giacomo Toni e la sua band ed Enrico Farnedi. Presenti in entrambe le serate, con set dedicato nella seconda, anche Carnevali e Montanari, il duo di leoni della balera con cui Sacri Cuori hanno realizzato un progetto speciale per Ravenna Festival. Rispettivamente ocarina, e sax, fisarmonica, i due musicisti romagnoli incrociano suggestioni e repertori con le generazioni più giovani, a ribadire il senso di un percorso che guarda in avanti appoggiandosi sulla propria tradizione. «Il progetto con Carnevali e Montanari lo abbiamo ribattezzato, non senza ironia, Sacri Cuori Social Club. È la cosa più bella che abbiamo mai fatto. C’è un cuore che batte all’unisono, e un rispetto enorme per gli stili e le grammatiche diverse. È un liscio postmoderno, un incontro di stili e generazioni». Entrambe le serate sono a ingresso gratuito.

10 agosto, Brisighella, Piazza Carducci, Sacri Cuori + Saluti da Saturno, in collaborazione con Calici sotto i tre Colli le stelle del Borgo

11 agosto, Faenza, Piazza Nenni (ex della Molinella), Sacri Cuori Social Club+Giacomo Toni e Novecento Band + Enrico Farnedi, in collaborazione con Masini Estate

Inizio concerti ore 21.30, ingresso gratuito, 347 8932009,  www.stradeblu.org

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