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Dopo il successo di Les Enfants du Paradis e Risate di gioia, arriva in prima visione in oltre settanta sale italiane un altro grande classico restaurato distribuito dalla Cineteca di Bologna in  collaborazione con Circuito Cinema. Nel film sceneggiato da Billy Wilder e Charles Brackett (delle commedie lubitschiane, la più aderente al  canone sentimentale hollywoodiano), Lubitsch allestisce il suo mondo di  grandi alberghi, porte girevoli, nobiltà squattrinata e aristocrazia  morale della servitù: siamo a Parigi, la città ha stregato i tre agenti  sovietici mandati da Mosca, poi il suo dolce delirio d’amore e champagne scioglierà anche l’inflessibile commissario Nina Yakusciova.

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Garbo  ride, ed è una risata di resa a una vita nuova, una risata d’addio  all’edificazione socialista, formidabile per potere pubblicitario,  perfetta per messinsc ena comica: ma carica di presagi (lei non riuscì a produrne il suono,  fornito al montaggio dalla voce di un’altra), quella risata fu il  principio della fine anche per la carriera della diva. Resta il fatto  che questo s’è rivelato nel tempo il suo film più resistente e popolare, e di Greta Garbo rimane oggi più Ninotchka di quanto rimangano Anna  Karenina, Margherita Gauthier o la regina Cristina.

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E resterà per  sempre, nell’olimpo delle battute memorabili, quel suo languido,  alcolico chiedere tempo al fuoco dell’ideologia: “Compagni! La  rivoluzione è in marcia, le bombe cadranno, la civiltà crollerà a pezzi. Ma per favore, non adesso…”.

Info: ilcinemaritrovato.it/ninotchka

 

 

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