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Si è conclusa la mostra, curata dal Direttore del TIFF Piers Handling e dal Direttore Artistico Noah Cowan che ha ripercorso quasi cronologicamente la storia del filmaker dell’Ontario.

Tre sezioni forniscono l’idea di come David Cronenberg abbia indagato l’evoluzione, cogliendo i più profondi istinti sessuali e psicologici dell’umanità, dando vita a una cinematografia del tutto personale, con una visione organica e contemporanea. La mostra è stata accompagnata, per questi tre mesi, dalla programmazione in sala dell’intera filmografia di Cronenberg e dalla presenza di alcuni ospiti d’eccezione, come Jeremy Irons e Viggo Mortensen.

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La prima sezione ha ripercorso gli esordi del regista: una fase nella quale l’indagine sulla psicologia umana e la sessualità contemporanea iniziano a interfacciarsi con la tecnologia. Cronenberg dà vita a un cinema costellato di creature alla ricerca di una figura paterna, o prede di un istinto animale e perverso. Da Stereo fino a Brood, in questa sezione sono riportate pagine delle sceneggiature originali, spezzoni di film, gadget da set e alcuni aneddoti. Possono suonare divertenti le parole che i giornalisti utilizzarono per descrivere The Shiver: “perverso”, “disgustoso” e “uno spreco di denaro da parte dei contribuenti” (il film si rivelò un interessante successo al botteghino, con 5 milioni di dollari di incasso). Brood, un horror dalle tematiche familiari, si rivela essere un film in qualche modo autobiografico (il regista, all’epoca della creazione, stava divorziando dalla prima moglie).

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La seconda sezione della mostra parte dal “film manifesto” Videodrome, ispirato alle lezioni di Marshall McLuhan seguite all’università di Toronto dal giovane David. Inizia qui un nuovo interesse per il regista: la tecnologia. Immancabile il televisore dallo schermo fluido e le protesi per la mano mutante di James Woods. Di grande interesse sono le schede di commento rilasciate dagli spettatori alla prima di Boston (il film fu recensito con parole “piuttosto maleducate”). Una riproduzione del Telepod  porta a The fly, rivelando che lo strumento utilizzato dallo scienziato interpretato da Jeff Goldblum fu ispirato al motore di una Ducati. È appesa al muro una lettera incorniciata, commovente prova di stima da parte di Martin Scorsese: “ Caro David, ho visto The Fly. L’ho amato. Quando torni ancora in città, chiamami. Martin Scorsese”. Appena entrato nell’Impero Hollywoodiano, Cronenberg subito ne esce, con un film complesso come Dead Ringers, che mantiene intatta la sua estetica horror. Di grande interesse sono le sculture di Cheryl Camack Grundy sui disegni di Peter Grundy, che Cronenberg commissionò agli artisti elaborando l’idea da un libro di medicina medioevale. Una grande carica erotica pervade questo film. Sono pregni di sensualità i ricchi costumi di M Butterfly, la tuta meccanica di Crash e i modellini per il gioco di ruolo organico raccontato in Existenz.

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La terza sezione ripercorre il cinema di Cronenberg da Spider fino all’ultimo film Cosmopolis. In questi lavori i protagonisti sono invariabilmente immersi nelle proprie odissee psichiche, pur cercando un contatto con il mondo esterno (questa volta reale).

Uno spazio speciale è stato dedicato a Naked Lunch: una parte della sala è allestita con oggetti che riportano a Tangeri, città in cui William Burroughs scrisse, o meglio si sorprese a scrivere, il romanzo “che cambiò definitivamente le regole della letteratura”. Il delirio dello scrittore è rappresentato dalle macchine da scrivere mutanti che invadono la pellicola e la sala. Una divertente ricostruzione del bar permette di “incontrare” l’agente insetto che dialoga con il protagonista del film (il Tiff ha messo a disposizione di ogni ospite una fotocamera digitale per posare con l’insettone, e la possibilità di ricevere direttamente sulla propria posta elettronica gli scatti).

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Prima di lasciare la mostra, un documentario ripropone un collage di interviste, in cui il regista argomenta le sue scelte stilistiche e culturali. Chiudono l’exhibition una serie di cortometraggi dall’impronta autobiografica, in cui Cronenberg rivela nuovamente l’interesse per l’evoluzione e la mortalità.

Evolution David Cronenberg è stato un grande evento per la città di Toronto e per tutti gli amanti del cinema. Un grande stimolo per chi ancora non conosceva uno tra i più complessi e contemporanei registi di oggi.

STEFANIA SICLARI

 

Exhibition: evolution David Cronenberg, Tiff Bell Lightbox, Toronto, Ontario, Canada, info:  http://tiff.net/cronenberg

 

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