1386199844000-AP-FILM-REVIEW-INSIDE-LLEWYN-DAVIS-60203492Con mano al tempo stesso lieve, per il tono scanzonato del racconto, e profonda, per la cura dei dettagli nella ricostruzione degli ambienti e delle musiche, i Coen ci offrono uno dei loro memorabili ritratti di un’epoca e di un ambiente. Siamo a New York, negli anni a cavallo tra i ’50 e i ’60 del secolo scorso, nel cuore del Greenwich Village, il quartiere bohémien ricco di beatnik stravaganti e locali alternativi, nei quali il folk revival è un genere allo stato nascente e ancora di nicchia.

Il protagonista è Llewyn Davis, che possiamo aggiungere alla galleria dei perdenti e degli «sfigati» che i due registi ci hanno offerto nella loro lunga carriera. La sua vicenda è ispirata alla vita di David Van Ronk, un menestrello folk di cui pochi ricordano il nome, ma che incise alcuni dischi di rilievo in quegli anni.

Durante il film lo inseguiamo nei suoi affannosi e vani tentativi di affermarsi nella vita in ciò che gli consente di realizzare le sua aspirazione più profonda, la musica, sfuggendo al destino che le sue umili origini sembrano avere già scritto per lui. Senza fissa dimora, dorme ogni notte in un letto diverso, dove qualche amico o ammiratore gli offre una precaria ospitalità. Dai suoi dischi non riesce a ricavare che un pugno di dollari e si rivela fallimentare il tentativo di trovare un nuovo produttore a Chicago. Precari sono anche i legami affettivi che riesce ad intrecciare. Affronta il fallimento con un tono tra il litigioso e l’orgoglioso. La sua è un’odissea che corre di pari passo con quella di Ulisse, il gatto che sfugge con lui da uno dei tanti alloggi della sua esistenza raminga, che rincorre, perde e infine ritrova.

Nella scena che apre e al contempo chiude il film, riusciamo a scorgere sullo sfondo un giovanissimo Bob Dylan, che da un piccolo palco canta una delle sue ballate. Una nuova epoca è in procinto di nascere.

Il film è un appassionato omaggio alla musica folk americana. Le parole che Llewys intona nelle sue canzoni di protesta ci sembrano credibili perché le sofferenze e le fatiche di cui ci parlano hanno le medesime radici da cui è nato il loro interprete.

Presentato in concorso al Festival di Cannes e visto in anteprima italiana al Torino Film Festival, il film uscirà nelle nostre sale verso la fine di gennaio. È invece già disponibile nei negozi la notevole colonna sonora, realizzata grazie al lavoro di supervisione di T-Bone Burnett, storico produttore e insigne musicista. Va segnalato che le tante canzoni che è possibile ascoltare nel film prendono spunto dai dischi dell’epoca, ma sono interpretate dagli attori del film.

Inside Llewyn Davis, di Joel e Ethan Coen, USA 2013

Faenza,  Cinema Teatro Italia – Via Cavina Pier Maria 9, ora 21:15‎

Ravenna, Cinemacity Multiplex – Via Secondo Bini, 9/11, ora 17:50‎ – ‎20:20‎ – ‎22:35‎

Cesena, Eliseo Multisala – Viale Carducci, 7, ora ‎20:30‎ – ‎22:40‎

Forli’, Saffi D’Essai Multisala – Viale Appennino, 480, ore ‎21:15‎

Ravenna, Jolly – Via R. Serra, 33, Ravenna, ore 21

 Rimini, Settebello, ore 20.30, Le Befane, 20.15, 22.30

Bologna, Lumiere, ore 18:45‎ – ‎20:30‎ – ‎22:30‎; Rialto Studio, ore  16:30‎ – ‎18:45‎ – ‎21:00‎ e Capitol, ore 16:30‎ – ‎18:45‎ – ‎20:30‎ – ‎21:00‎ – ‎22:30‎

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