Santa CeciliaIl 14 febbraio sarà il momento della verità. Dopo tante polemiche, finalmente apre al pubblico Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice la mostra di Vittorio Sgarbi che ha fatto infuriare il mondo accademico cittadino e non solo. Il motivo? La scelta del professore “nazionale” di aver riunito in un luogo privato – Palazzo Fava – oltre duecento opere d’arte provenienti da chiese, istituzioni e importanti collezioni private bolognesi, ovvero, quanto di più significativo in campo artistico la città di Bologna ha realizzato nel corso di oltre sette secoli. E come cita il titolo, ci sono proprio tutti i grandi artisti nati a Bologna o che qui hanno trascorso un significativo periodo della loro vita lavorativa. Da Cimabue a Giorgio Morandi, passando per Giotto, Vitale da Bologna, Raffaello, Michelangelo, i Carracci, il Parmigianino, Guido Reni, il Guercino, Antonio Canova, Lucio Fontana e Arturo Martini. Una mostra che Vittorio Sgarbi dedica a Roberto Longhi, a ottant’anni dalla sua celebre lezione all’Università di Bologna (1934), in cui lo storico dell’arte piemontese difese la grande tradizione artistica della città, per decenni subordinata dalla critica a Firenze e a Venezia. Oltre le polemiche, quindi, Da Cimabue a Morandi si presenta come un’ottima occasione per poter conoscere e meglio apprezzare secoli di tradizione pittorica felsinea, tornando a puntare l’attenzione su tutti quei capolavori presenti in città e che spesso sono poco conosciuti dagli stessi bolognesi.

 

LEONARDO REGANO

Fino al 17 maggio

Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice

Bologna, Palazzo Fava, via Manzoni 2

Info: tel. 051.1993605; info@genusbononiae.it; www.genusbononiae.it

Orari: lunedì: ore 12 – 19; martedì, mercoledì, giovedì e domenica: ore 9 – 19; Venerdì e sabato: ore 9 – 20

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