UTAGAWA KUNISADA, Finto-miracolo di una finta sacerdotessa, 1852, Museo Di Palazzo Poggi di Bologna, Collezione Contini appartenente alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
 UTAGAWA KUNISADA, Finto-miracolo di una finta sacerdotessa, 1852, Museo Di Palazzo Poggi di Bologna, Collezione Contini appartenente alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

UTAGAWA KUNISADA, Finto miracolo di una finta sacerdotessa, 1852, Museo di Palazzo Poggi di Bologna, Collezione Contini appartenente alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

 

La tradizione artistica orientale ha una storia plurimillenaria. Proprio a partire dalle Esposizioni Universali del 1867 e del 1878 sedusse l’Occidente con le sue “esotiche” stampe . Un nuovo collezionismo si diffuse e coinvolse figure di spicco dell’arte europea e allo stesso tempo artisti come Van Gogh, Bonnard, Cézanne, Toulouse-Lautrec, Vallotton, Gauguin ne furono influenzati. Monet, per esempio, fu grande collezionista di grafica giapponese, acquisendo oltre 130 esemplari, che dispose in parte sulle pareti di casa (ancora oggi visibili nella sua casa-museo).

Sabato 26 novembre, alle 16.30, Alessandro Guidi, direttore del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale di Bologna, partendo dalle dieci stampe giapponesi ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”) esposte, fino all’8 gennaio, alla mostra “Made in Japan”, farà una breve storia di questa straordinaria tradizione artistica, illustrandone lo sfondo sociale, le tecniche e i motivi.

 

Il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale di Bologna si è costituito nel 1987 per iniziativa di alcuni studiosi e collezionisti d’arte. Il suo scopo è quello di diffondere la conoscenza dell’arte e della cultura della Cina, del Giappone e della Corea.

 

26 novembre, Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, viale Baccarini 19, ore 16.30. Per informazioni: 0546 697311, www.micfaenza.org

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here