Un confronto con il vuoto e la mancanza. Questo è il contesto in cui nasce il progetto Raccogli la cosa nell’occhio, personale di Martino Genchi presentata dal Museo Civico Medievale di Bologna in occasione di Art City. L’artista si confronta con la lacuna, con il frammento di materia che non c’è e la cui assenza è forte quasi quanto la presenza di ciò che è rimasto. Con queste parole Martino Genchi spiega la scelta del titolo: Raccogli la cosa nell’occhio è il titolo di un racconto che avrei voluto scrivere. Parla di un uomo ordinato che perde un oggetto a cui tiene molto. Sempre più spesso ha l’impressione di scorgere l’oggetto in questione al limite del suo campo visivo, gli sembra di vederlo appoggiato da qualche parte, sul mobile alle sue spalle o riflesso in un vetro. Ma quando si gira non c’è niente. Mano a mano che il racconto procede il protagonista si accorge che l’oggetto perduto si trova in realtà proprio nel suo occhio, in una zona periferica a cui riesce ad accedere solamente sforzandosi di guardare il più possibile lateralmente. Con dolore e fatica ruota gli occhi sempre più a fondo, ogni volta più indietro per indagare questo spazio, rendendosi progressivamente conto che c’è qualcos’altro: altri oggetti persi negli anni da lui – ma non solo. Poco a poco gli si delinea un paesaggio di relitti e macerie, una specie di città abbandonata piena di cose, raccolte e disposte evidentemente da qualcuno che non è lui”. Una mostra che dialoga con lo spazio del museo e il suo allestimento, che porta lo spettatore a interrogarsi sul senso del vuoto e della forma, nello spazio e nel tempo. (Leonardo Regano)

 

Bologna, Museo Civico Medievale, via Manzoni, 4, fino al 26 marzo

www.artcity.bologna.it

 

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