Fino al prossimo 1 ottobre, i Musei San Domenico ospitano “La seduzione del dettaglio”, mostra antologica dedicata a Francesco Giuliari (1929-2010). Di  origini veronesi, il pittore ha scelto Forlì come città in cui vivere e lavorare e  il Comune, a sette anni dalla sua scomparsa, gli rende omaggio con una mostra che riunisce più di sessanta opere tra dipinti ed acqueforti; un segno di riconoscenza, ma soprattutto di rinnovato interesse per un artista di grande talento e sensibilità, capace di coniugare, con un gusto moderno e originale, arte e valori umani. La produzione artistica di Giuliari, principalmente fatta di ritratti, nature morte ed opere allegoriche, colpisce per la straordinaria sontuosità pittorica e per un’aderenza al vero molto evocativa, non priva di note metafisiche. Principale caratteristica dei suoi lavori è la particolare disposizione per la citazione, una citazione colta, mai improvvisata, che attinge da una cultura vastissima e sedimentata, pregna di spirito umanistico, che trova appiglio in una moltitudine di precedenti illustri, sia artistici che letterari. Con una punta di ironia egli cita direttamente autori antichi e contemporanei, manifestando in alcuni affascinanti d’après il suo legame intellettuale con Michelangelo, Pontormo, Caravaggio, Guercino, Salvator Rosa, Casorati, Beuys.

L’amore per il dettaglio e per la sua forza comunicativa è un altro aspetto caratteristico dell’opera di Giuliari. E’ nel dettaglio, infatti, che occulta i significati più autentici. Il particolare evoca ricordi e la memoria, che è alla base di tutto, è vista come “un antidoto contro la morte e lo sgomento della fine”. L’attenzione riposta sui significati, spesso allegorici, che si celano nei suoi dipinti, è resa manifesta con una frase che nei suoi lavori ricorre sempre, quasi fosse una firma: “sa figurarci l’icone e cura significarlo”, che poi corrisponde al doppio anagramma del suo nome.

Arricchiscono la mostra anche una ventina di preziose incisioni realizzate a partire dagli anni Settanta. Attraverso l’uso dell’inchiostro calcografico, in questi lavori oltre a ripercorrere i temi del ritratto, delle nature morte e delle composizioni allegoriche, si cimenta anche col genere del paesaggio, che al contrario risulta quasi completamente assente dalla sua produzione pittorica.

Fino al 1 ottobre

Forlì, Musei di San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro

Info e orari: www.cultura.comune.forli.fc.it

 

(l.r.)

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