Al via a Bologna da mercoledì 18 a sabato 21 aprile la settima edizione di Live Arts Week, festival organizzato dall’associazione XING, che torna negli spazi dell’Ex GAM, la storica Galleria d’Arte Moderna di Bologna, e nel Padiglione Esprit Nouveau, che costituiscono il fulcro di questa nuova Settimana della Performance, assieme a una sempre più ampia compagine di luoghi, organizzazioni e istituzioni di Bologna attive nel campo delle arti contemporanee.

Live Arts Week 2018 vuole essere un’intensa traversata estetica ed estatica, un volo di liberazione dei e dai corpi, seguendo una ricerca artistica che si muove tra l’ostinazione e la fuga: il programma prende forma da volumi di varia densità e carattere, giocando su diversi gradi e condizioni di esperienza.

Si passa così da un’artista che spinge la sua visione immateriale dell’arte fino a farsi pura condizione emotiva – è il Bad Mood dell’estone Kroot Juurak che pervade la sede e lo staff del museo MAMbo – all’intelligenza alternativa di Goodiepal che, abitando il Padiglione Esprit Nouveau di Le Corbusier per tre giorni: si materializza in un museo vivente, una cripta magica dove svelare i suoi segreti, insieme al meglio della sound art contemporanea (The crypt of the fading composer). L’ostinazione e la fuga si esprimono nel rapporto con le regole, i codici, le identità, in un susseguirsi di infiltrazioni e sabotaggi, dentro e fuori la Ex GAM di Bologna: è quello che fa NO-PA PA-ON – collaborazione tra Luciano Maggiore e Louie Rice – nella ricerca musicale londinese più radicale, ricombinando materiali di origine fluxus, concretismo espanso, comportamentismo minimale.

Paolo Bufalini e Filippo Cecconi, fondatori del progetto TRIPLA, display su tre vetrine nel sottoportico di via Indipendenza a Bologna, con Ù performano la natura dello spazio espositivo e le modalità di relazione dentro/fuori con lo spettatore.

In tema di poliedricità espressiva, Live Arts Week rende omaggio nel 2018 a Mark Fell, campione dell’attivismo musicale inglese del nuovo millennio. Fell nasce come specialista della ricerca nel vasto territorio della musica algoritmica, e ha contribuito al suo sviluppo collaborando con figure come Terre Thaemlitz, Luke Fowler, Vladislav Delay, Errorsmith, Gabor Lazar, Laurie Spiegel e molti altri. La sua presenza a Bologna vedrà la realizzazione di un ambiente sensoriale di luci e suoni sintetici, Parallelling, che coinvolge il performer americano Justin F. Kennedy negli spazi di Gallleriapiù, e l’esecuzione alla Ex GAM della prima italiana di INTRA insieme al quartetto Drumming, opera sull’intreccio di sistemi algoritmici, musica e tempo, per computer e metallofoni micro-tonali.

La liberazione dei e dai corpi è un altro filo conduttore, nella relazione con lo spazio, la tecnica, il silenzio, la condizione contemporanea dell’individuo. Julian Weber appartiene all’ultima generazione di artisti visivi/perfomer di scuola tedesca; si è formato tra Vienna, Berlino e Amsterdam e ha maturato un percorso personale dopo un’intensa serie di collaborazioni con figure del calibro di Tino Sehgal, Meg Stuart e Boris Charmatz.

E ancora tra gli artisti ospiti: Julian Weber (D), Antonia Baehr/Latifa Laabissi/Nadia Lauro (D/F), Mette Edvardsen (N/B), Goodiepal & Pals (DK), Liliana Moro (I), Leandro Nerefuh/Libidiunga Cardoso/Cecilia Lisa Eliceche/Caetano (BR/GA), Rodrigo Sobarzo de Larraechea (CL/NL), David Wampach (F), Rian Treanor (GB), Hannah Sawtell (GB).

Dal 18 al 21 aprile, Bologna, vari luoghi, info e programma completo: www.liveartsweek.it/2018/it

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