Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, oggi, 24 maggio 2018, presenta un focus dedicato a Rosanna Chiessi, a cura di Lorenzo Balbi e organizzato in collaborazione con l’Archivio Storico Pari&Dispari – Rosanna Chiessi ed il Comune di Reggio Emilia.

L’esposizione intende omaggiare, con rinnovata attenzione, una straordinaria protagonista dell’arte italiana ed internazionale del secondo novecento, scomparsa nel 2016. Il progetto è teso alla riscoperta dell’artista al cui nome si deve la conoscenza e la diffusione delle avanguardie moderne: area concettuale italiana, poesia visiva, Azionismo Viennese, movimento Fluxus e Gutai, arte performativa.

Rosanna Chiessi era una donna eclettica, gallerista, esperta d’arte, collezionista, editrice e talent scout, ed animatrice pioneristica di eventi divenuti epocali, aveva anche un profondo senso della storia tant’è che raccolse e conservò nel suo archivio “Pari&Dispari” tutte le edizioni promosse come casa editrice e ben 54 album fotografici che raccolgono le fotografie della sua attività dal 1965 al 2015 e rappresentano il percorso di una vita intellettuale ed artistica molto intensa, di poesia visiva e di scrittura.

Lorenzo Balbi, curatore della mostra, ricorda le grandi doti performative della Chiessi e racconta: “per citarne una,  Arte Fiera del 1976 nella quale Rosanna Chiessi e Giuseppe Morra fecero uno stand, che avrebbe dovuto essere un circo, poi, purtroppo, gli organizzatori non permisero l’allestimento del tendone e così, anziché montare lo stand da fiera, i due artisti decisero di lasciare libero lo spazio, ogni giorno per tutti gli otto giorni della fiera, ad un artista per esibirsi nella propria performance, e tutto ciò rende l’idea della lungimiranza e del carattere di forte sperimentazione della Chiessi“.
E così, con questa mostra – prosegue Balbi – con Laura Montanari abbiamo voluto ricreare l’atmosfera creativa e di sperimentazione propria dell’artista, infatti, uno dei primi oggetti che abbiamo scelto per questa mostra non è un opera, ma è un tavolo rotondo, che occupa volutamente il centro della mostra, ed è il tavolo della casa-studio di Cavriago sul quale si sono svolte tante performance, ed è così che diventa protagonista, palcoscenico di tutto questo fermento che ruotava intorno a Rosanna.

Balbi ricorda anche l’artista Geoffrey Hendricks, recentemente scomparso, con il quale la Chiassi collaborò introducendo per la prima volta in Italia, nel celebre festival Tendenze d’arte internazionale organizzato a Cavriago nel 1977 e nel 1978, il movimento Fluxus con un concerto da lui diretto.

Shimamoto

La mostra è allestita come un ritratto biografico che prende forma dall’accostamento di materiali compositi, posti in dialogo fra loro per associazione, a raccontare le poetiche e i principali eventi da lei sostenuti e promossi. Si trovano così opere realizzate dagli artisti con cui Chiessi strinse legami di amicizia, molte delle quali le furono dedicate, come il ritratto di Anne Tardos Sunset for Rosannaoggetti simbolo, il grande tavolo rotondo della sua casa-studio e la doppia chiave ideata come logo di Pari&Dispari; reperti iconici di artisti carismatici come il giubbotto firmato di Joseph Beuys ed il paio di scarpe di Shozo Shimamoto utilizzate in una delle sue performance, come il grande quadro coloratissimo che spicca in tutta la mostra; fotografie, libri d’artista ed edizioni numerate.

Laura Montanari – Archivio Storico Pari&Dispari, Rosanna Chiessi – arrivata al MAMbo racconta come Rosanna, sua madre, avrebbe allestito la mostra esattamente in questo modo, come una casa. “Questa mattina quando sono entrata in sala mi son detta: questa è casa di mia madre. Ritengo che questo allestimento sia completamente rispettoso di tutta l’attività di Rosanna; racconta un percorso, pulito e mai eccessivo“. “Casa – prosegue – era una crocevia di artisti che vi abitavano, anche per lunghi periodi. Era un continuo movimento di artisti di varie correnti artistiche che, coabitando, inevitabilmente ed in maniera naturale si contaminavano“.

Laura Gasparini – responsabile Fototeca Comune di reggio Emilia Biblioteca Panizzi – ci racconta uno spaccato di Rosanna. “Le sue abitazioni erano gallerie, atelier, residenze per gli artisti. Erano tutto. Lei rifiutava il mercato dell’arte tant’è che si fece editrice di opere d’arte, ossia, se c’era un artista che reputava interessante – come ad esempio fece con Claudio Parmigiani – gli commissionava la realizzazione di opere, non oltre le 5 o 6 copie, al fine di rendere l’arte ed il costo delle opere per tutti ed accessibile a tutti. E quindi lei, con questo concetto di edizioni d’arte, assecondando questa sua concezione dell’arte, ha donato tutte le sue edizioni d’arte alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, oltre gli album fotografici che ha riordinato con una raccolta di foto che vanno dal 1965 al 2015 commentandole. Da qui – prosegue la Gasparini, ribadendolo – si evince la sua idea di arte, di case, di abitazioni e non di gallerie nell’accezione propria del termine, e questo una volta la portò a dire di non essere mai diventata ricca perché tutto quello che guadagnava lo investiva sugli artisti, tant’è che la sua casa era una crocevia di poeti, scrittori ed artisti di vario genere. Per citarne uno, Ermanno Cavazzoni, cresciuto in questo ambiente, nel testo del catalogo descrive quest’atmosfera da cui poi ha anche tratto del capitale per dei suoi racconti. Rosanna – aggiunge- non aveva un’idea, una topografia ben precisa del luogo dove attingere la sua ispirazione-vocazione come potevano essere per i grandi galleristi le città di Roma, Milano o Venezia, lei andava a seguire i progetti, seguiva
l’intuizione degli artisti, per cui viaggiava, andava a Tokio e in Germania. Per lei non c’erano barriere linguistiche“.

R. Grandi, L. Balbi, L. Montanari, L. Gasparini_©LC Photos

Queste testimonianze di vita vera di Rosanna Chiessi fanno trasparire il contesto ampio e ricco, anche un po’ surreale se vogliamo, dal quale attingeva le idee per tradurle in esperienze performative e segnanti di un’epoca di grande sperimentazione e cambiamento della concezione dell’arte e soprattutto nel fare arte. Rosanna ci lascia un dato culturale che parte da Reggio Emilia e provincia ed arriva a Bologna e si espande seguendo un pensiero perché libero da qualsiasi schema o barriera linguistica, e questa è la sua eredità.

Vademecum

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Project Room
via Don Minzoni 14 – 40121 Bologna
dal 24 maggio al 16 settembre 2018

Inaugurazione giovedì 24 maggio 2018 h 18.00

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