Franco Guerzoni, Archeologia, fotolito, cm 70x100, tiratura 36- 150


Restano ancora pochi giorni per visitare Senza cornice. Opere scelte, mostra allestita presso gli spazi dello Studio G7 di Bologna con la curatela di Renato Barilli e Leonardo Regano. L’esposizione presenta un variegato corpus di multipli d’autore appartenenti ad un eterogeneo gruppo di artisti legati negli anni alla galleria della Grigolo, non estranea a questa forma d’arte. Come ricorda Barilli nel suo testo introduttivo alla mostra, Ginevra quando agli esordi si mise in proprio, non volendo rinunciare ad un discorso di qualità senza avere a disposizione grandi mezzi, si occupò dei multipli d’autore. Sulle pareti della storico spazio di Via Val d’Aposa si susseguono ben amalgamati, preservando il proprio carattere, multipli per lo più appartenenti alle due correnti più seguite dalla galleria, quelle del concettuale e dell’astratto. Ecco dunque l’acquarello calligrafico del duo francese Anne e Patrick Poirier, la serigrafia con la scritta sospesa tra cielo e mare di Luca Maria Patella, l’incisione su sfondo ruggine de Le città di Lamone di dantesca memoria di Mirta Carroli, il collage del Pop artista Mimmo Rotella, lo sperimentale Fotogramma del ‘22 di Moholy Nagy, il lavoro di sottrazione del poeta visivo Emilio Isgrò -presente con una litografia puntinata dal titolo Leopardeggiare -, la calcografia di Pinuccia Bernardoni Rossaura, Verità e menzogna, un’alternativa logica del piemontese Ugo Nespolo, il monotipo e ape in bronzo di Jessica Carrol sempre attenta ad indagare la Natura.

Emilio Isgrò, Leopardeggiare. Litografia e testo, cm 43×32

Si tratta senza dubbio di opere diverse per stili, tecniche e periodi ma che ben si armonizzano tra loro venendo a creare una polifonia narrativa omogenea e di grande eleganza. Accanto ai multipli d’autore, dialogano – disposti uno di fronte all’altro- i lavori originali a grafite e carboncino di Italo Bressan e quelli inediti di Elisabeth Hölzl. L’elemento evidente che accomuna tutti i pezzi esposti in galleria- in serie o unici- e che dà il titolo alla mostra stessa è quello di essere senza cornice, frameless, in un affrancamento che ribadisce l’abolizione del confine in senso concreto (il supporto) e che è al tempo stesso simbolico, culturale, metaforico.

TRISTANA CHINNI



Fino al 26 Gennaio 2019
Bologna, Galleria Studio G7, via Val D’Aposa 4A- Bologna. Info:
galleriastudiog7. it

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