Storie di Ravenna: cinque appuntamenti per raccontare la città

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Il programma di Storie di Ravenna, quest’anno alla sua terza edizione, è iniziato lo scorso 5 dicembre e arriverà fino all’11 aprile 2022 con una serie di incontri particolarmente densi per ospiti e argomenti trattati. Definito come un “carotaggio” nella storia della città, il progetto a cura di Luigi Dadina e Alessandro Argnani – rispettivamente presidente e direttore di Ravenna Teatro – dello storico dell’età contemporanea Alessandro Luparini e dello studioso d’arte Giovanni Gardini propone cinque appuntamenti per mettere il passato sotto la lente d’ingrandimento, trovare risposte alle domande del nostro presente e confrontarsi su nuovi interrogativi.

Una vera e propria indagine sulla storia della città, nei suoi cori di voci dissonanti, nei volti e monumenti, tra i documenti e nelle tracce sulla pietra. La prima data non poteva che essere all’insegna di Dante Alighieri e del suo legame – ancora vivissimo – con la terra che lo ha accolto, ma l’analisi con cui gli studiosi coinvolgeranno il pubblico si snoderà attraverso la narrazione di quegli elementi che uniti compiono la storia dell’uomo. Ecco, quindi, che si toccherà il ruolo della natura nello sviluppo del territorio ravennate, la politica della famiglia Rasponi, signori indiscussi della Ravenna del XIX secolo, la poetica di Lord Byron e fa controversa figura dell’imprenditore Raul Gardini.

La formula prescelta rimane la contaminazione tra testimonianze, musica e letteratura con artisti di Ravenna e non solo, che negli scorsi anni ha avuto molto successo, creando un numeroso pubblico di affezionati: «La struttura è anti convegno storico – afferma Luigi Dadina – non c’è la preoccupazione di arrivare in fondo a un discorso, semmai di aprirlo in più parti. Preferiamo privilegiare le frizioni tra i racconti, anziché la loro compiutezza, e mettere insieme le diversità date dall’argomentazione dotta e l’esperienza personale». L’alternanza sarà particolarmente ritmata, ogni appuntamento durerà circa un’ora, con la presenza sul palco di un conduttore, gli artisti e almeno quattro ospiti a serata: «Tra suoni, immagini e voci tutto si brucia in un arco di tempo abbastanza breve – continua Dadina – ma il nostro obiettivo è proprio quello di dare fluidità alle storie, costringendo anche i più esperti a sciogliersi, anzichè essere ingessati come spesso si mostrano durante le conferenze».

Come di consueto, l’intero ciclo di eventi sarà accolto in una cornice teatrale, allargandosi per la prima volta anche al Teatro Alighieri e il Teatro Socjale di Piangipane, oltre che al Teatro Rasi, complice la ristrutturazione in corso di quest’ultimo.

Per informazioni su orari e biglietti e scaricare il programma clicca qui.

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