Il transito

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Transito è termine antico e desueto, ma ricco di significato. Indica un passaggio, un movimento da un luogo ad un altro o da una condizione ad un’altra, senza fermarsi. Il transito, ad esempio, di un corpo celeste in cielo, il transito da una città, aeroporto, stazione durante un viaggio…

In senso animico e spirituale il transito è un accadimento continuo nella nostra vita che solitamente passa inosservato sia nella sostanza che nella percezione del significato profondo.

Nella quotidianità della vita si manifestano continuamente momenti di transito. Nella respirazione il transito è il momento di passaggio sottile fra un respiro e l’altro, ma anche fra inspiro ed espiro e fra espiro ed inspiro, una sospensione in cui la rotta energetica si inverte nel secondo caso ed entra in un nuovo inizio nel primo.

Una infinità di transiti la vita. Ci hai mai fatto caso?

Addormentarsi/Risvegliarsi

Ogni sera ci corichiamo e transitiamo dallo stato di veglia allo stato di sonno. Un momento di passaggio che non è più veglia e non è ancora sonno, un flusso di sospensione fra i due mondi. Un viaggio in discesa in cui ci si abbandona alla notte, all’inconscio.

Che poi si replica ogni mattina un nuovo transito, un viaggio in salita, quando nel risveglio passiamo dallo stato di sonno allo stato di veglia, entrando nel giorno, nella riattivazione della coscienza vigile.

Entrambi i viaggi sono propizi per sviluppare la consapevolezza, mantenere, esercitandosi, lo stato di coscienza vigile durante i due quotidiani transiti.

Giorno/notte – Notte/giorno

Viviamo Transiti all’alba e al tramonto, quando la notte vira in giorno e al termine del viaggio del sole in cielo il giorno vira in notte, portali di passaggio. Lontano dalla città e dall’inquinamento luminoso, guarda il cielo nella sua trasformazione cromatica il cui il momento centrale è l’indaco che diviene sempre più chiaro durante l’aurora e sempre più scuro al crepuscolo.

Nascere/Morire, il Bardo

Condizione di transito per eccellenza è quella che conduce dalla vita alla morte e dalla morte ad una nuova vita, di cui tutte le altre morti e rinascite quotidiane sono simbolo, preparazione, esercitazione pratica se le svolgiamo consapevolmente.

Il Bardo è termine buddista che significa “transito, stato intermedio”, inteso come  cambiamento da uno stato dell’essere ad un altro, il passaggio dal sonno alla veglia, da uno stato di tristezza a uno di felicità, dalla malattia alla salute, quando una situazione “vecchia” volge al termine e quella “nuova” e ancora sconosciuta si fa spazio, ed è anche titolo del celebre “Bardo Tosgrol, il libro tibetano dei Morti” che insegna appunto l’arte del transito dalla vita alla morte e dalla morte alla successiva rinascita, ma che in definitiva consiste nell’arte del vivere facendo esperienza consapevole dei numerosissimi transiti quotidiani al fine di prepararsi ai transiti di punta.

La nascita e la morte fisica  sono l’esperienza macroscopica, ma esistono tutte le più o meno piccole esperienze di morte e rinascita che sperimentiamo ogni giorno, tanto che il Bardo è in definitiva un libro per i vivi, che insegna come vivere in pienezza il cambiamento e come operare delle scelte, restando vigili e attenti e quindi padroni di sé.

E qui veniamo al momento che stiamo attraversando… il Capodanno.

Che certamente è un transito. La notte centrale delle tredici notti più lunghe (le 13 notti Sante di cui parlava Rudolf Steiner dal 24 dicembre al 6 gennaio), la notte in cui emergiamo dall’oscurità più profonda per transitare in una oscurità che risale, la discesa nel pozzo si è compiuta e ci si prepara a risalire. Un giorno senza tempo in cui si inverte la polarità energetica, siamo sempre nella notte, ma ci prepariamo a risalire. È tempo di riflessione, di osservazione, di fare il punto della situazione con noi stessi e di esprimere intenti da affidare alla forza propulsiva dell’energia luminosa che sta per risalire nelle vette dell’immensità.

Da tempo mi piace a Capodanno fare questo augurio: buon transito nel nuovo anno! Gustati, consapevolmente il passaggio, gettando le basi del divenire consapevole degli infiniti transiti del tuo vivere.

 

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