DANIELA PES LIVE AL COVO CLUB: “ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi”

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Venerdì 12 maggio siamo andati al Covo Club di Bologna per il concerto di Daniela Pes, strumentista e musicista elettronica sarda classe 1992, che ha presentato live il suo disco d’esordio, Spira, prodotto da Jacopo Incani aka Iosonouncane, uscito lo scorso 14 aprile per Tanca Records su vinile, già esaurito tra l’altro (300 copie) e su piattaforme digitali.

Prima del live dell’artista sarda, sale sul palco Vieri Cervelli Montel, musicista e cantante controcorrente, anche lui prodotto da Iosonouncane. Improvvisazione radicale e manipolazione elettronica è quello che abbiamo assistito.

“Così hanno decretato gli dèi. Che, nel perdersi, ciascuno possa ritrovare se stesso.” Omero, Odissea.

Credo che questa sia la frase giusta per iniziare a descrivervi il live di Daniela Pes. Perchè questo non è stato semplicemente un live ma un’esperienza mistica, difficile da spiegare a parole.

Dall’inizio alla fine l’artista canta in una lingua che non esiste (ancora). Antiche parole galluresi, frammenti di termini italiani, vocaboli totalmente inventati.

“Esiste navigando un desiderio che sta al di là della necessità di capire: la meta non è più arrivare: è navigare; contro il tempo, malgrado il tempo, a favore del tempo, nonostante il tempo, in mezzo al tempo.” Con queste parole di Fabrizio De Andrè ogni persona che era presente nella sala capirà sicuramente quello che intendo.

7 pezzi eseguiti alla perfezione, uno dopo l’altro, non saprei manco dirvi quale siano le mie canzoni preferite di questo disco, la realtà è che lo sono tutte quante, perchè seguono una linea temporale che rompe gli schemi, volta alla destrutturazione della forma canzone e alla decostruzione della lingua creando un viaggio sonoro arcaico e contemporaneo allo stesso tempo.

Enigmatica, forse, per chi non ha il dono dell’immaginazione e della creatività. Perchè l’unico modo per entrare nel mondo di questo talento micidiale è lasciarsi andare alle proprie emozioni, lasciarsi trasportare dal suono della voce lunare e mangnetica della Pes, che anch’essa diventa uno strumento a tutti gli effetti alla quale si fondono sonorità elettroniche, etniche, acustiche e sperimentali che compongono questa eccellente opera prima di questa artista sublime e geniale.

“ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi.” Dante, Inferno