PIERLUIGI VANNOZZI, NELLO SPAZIO DEL TEMPO a Bologna

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« Il ripensamento del rapporto tra spazio e tempo non trova risoluzione esclusiva nel coordinamento delle due componenti, ma può individuarla anche nella subordinazione dell’una all’altra. In questa prospettiva si colloca la ricerca di Pierluigi Vannozzi, che esplora la dimensione del tempo nello spazio della fotografia, uno spazio materialmente immutabile, fisso e frammentario, ma concettualmente adatto a svolgere una simile analisi »

Pasquale Fameli

Nello spazio del tempo

Solo all’interno di un contesto terrestre abbiamo la percezione del tempo, ma è solo personale. Le cose accadono anche con il tempo ‘fisico’ immobile.

In questo mio lavoro il tempo sembra immobile, ma mutano le immagini all’interno di ogni inquadratura: è lei che resta fissa perché io rimango sempre nella stessa posizione e, con me,  restano costanti i riferimenti che ho voluto/potuto impostare.

Così, nella stessa immagine, nello stesso momento, coesistono tempi diversi:

Tempo immobile: quello della mia posizione

Tempo che scorre:

– in studio, nel calendario di Herbert List, sono i segni incisi sulle Polaroid

– nella serie dei fiori e dei giardini, la frantumazione dell’immagine

– sul treno ad alta velocità, il paesaggio che scorre all’esterno del finestrino

– all’interno di un portico, il portone sotto lo schermo sul quale scorrono le immagini di un film di Telemach Wiesinger

Tempo fotografico:

« Il tempo acquista una dimensione astratta, nella fotografia non scorre naturalmente … sullo stesso foglio, nello stesso istante, coesistono tempi diversi, al di fuori di ogni constatazione reale. E’ l’immobilità più efficace di qualsiasi movimento effettivo; è l’ossessione dell’immagine ripetuta a far emergere la dimensione del tempo fotografico » – Ugo Mulas

Tempo percepito:

« Tutto accade indipendentemente dal tempo. Forse il tempo corrisponde al nostro modo di vedere le cose, ma non fa parte della struttura fondamentale dell’universo. È solo tempo percepito » – Carlo Rovelli

PIERLUIGI VANNOZZI nato a Porretta Terme (BO) nel 1946, vive e lavora a Bologna. Inizia ad esporre negli anni ’70 nell’ambito del movimento legato all’Arte Analitica e Concettuale. Dalla fine degli anni ’70 la sua ricerca si rivolge prevalentemente all’utilizzo degli strumenti tecnologici, in particolare della Xerografia di cui, con Bruno Munari, è uno dei primi sperimentatori in Italia, del video e del computer. E’ anche uno dei fondatori del Gruppo PostMachina con il quale si occupa anche dell’organizzazione di eventi culturali. Il suo lavoro di ricerca sulla Xerografia è documentato al Museo Internacional De Electrografia (MIDE) a Cuenca (Spagna), presso il Museo Ken Damy di Fotografia Contemporanea di Brescia, nella Collezione Permanente della Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni di Cento (FE), nella collezione di Arte Moderna e Contemporanea del Museo Civico di Taverna (Lamezia Terme), presso il Museo dell’Informazione e della Fotografia (MUSINF) di Senigallia (AN), presso il M.F.F. (Museum Fur Fotokopie) Mülheim an der Ruhr, Germany e nella Collection Copy Art Jean-Claude Baudot (Parigi). Ha fatto parte del Groupe 90 (Art Electrographique International Paris) e dell’Associazione Italiana Fotografia Analogica (AIFAN). Le sue opere sono apparse in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato sulla fotografia istantanea mediante l’uso della Polaroid la cui immagine (aperta, smontata e lacerata), viene tradotta in materiale pittorico e forma plastica.

La fotografia, dopo una lunga stagione di ricerca visiva fondata sulla sperimentazione radicale, per lui ora è una procedura per sublimare la contemplazione delle immagini, una ricercatezza che sconfina in declinazioni pittoriche; solo così, nel filtro della luce che sceglie per lui cosa trattenere, Vannozzi si concede di cedere alla seduzione di un’estetica dagli echi antichi, e di divertirsi con il gioco di libere associazioni, con il quale può costruire un racconto dei suoi viaggi, scegliendo strutture narrative non convenzionali.                                                                                                           Valeria Tassinari

Su di lui hanno scritto, fra gli altri, Dede Auregli, Daniele Barbieri, Carlo Branzaglia, Maria Campitelli, Flavio Caroli, Viana Conti, Bruno D’Amore, Lia De Venere, Antonio Faeti, Pasquale Fameli, Alessandra Fontanesi, Carlo Gentili, Azzurra Immediato, José Ramon Alcalà Mellado, Ken Damy, Claudio Marra, Maria Grazia Mattei, Bruno Munari, Christian Rigal,  Marco Scotini, Beatriz Escribano Belmar, Valeria Tassinari, Carlo Terrosi.

PIERLUIGI VANNOZZI
NELLO SPAZIO DEL TEMPO
a cura di Pasquale Fameli
OPENING  sabato 2 dicembre 2023  ore 18
L’ARIETE artecontemporanea via Marsili 7 Bologna
dal 2 dicembre 2023 al 17 gennaio 2024

da lunedì a sabato 17-19.30 o su app | Info 348 9870574

chiuso festivi | 8 dic | 25 26 dic | 1 genn | 6 genn

FINISSAGE sabato 13 gennaio 2024 ore 18

L’ARIETE artecontemporanea

new address via Marsili 7 40124 Bologna

www.galleriaariete.it | nuova pagina facebook della galleria

instagram @ariete_artecontemporanea| Info 348 9870574