Nino Migliori. La sperimentazione come linguaggio del possibile all’accademia di belle arti di bologna

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Nino Migliori, da “Lumen” Lo zooforo del battistero di Parma – Drago, 2006

© Fondazione Nino Migliori

Lunedì 11 marzo 2024 alle ore 11, l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita l’evento Nino Migliori. La sperimentazione come linguaggio del possibile. L’incontro, che vedrà la presenza del fotografo Nino Migliori e gli interventi di Walter Guadagnini e Ascanio Kurkumelis, propone una panoramica approfondita sulla sua produzione, dalla fine degli anni Quaranta ad oggi, e sul significato che ha avuto, e ha, la sperimentazione nel suo linguaggio fotografico. Un’occasione per sottolineare anche l’importanza dell’attività della Fondazione Nino Migliori, nella valorizzazione e diffusione della sua ricerca, in Italia e nel mondo.

La fotografia di Nino Migliori, dal 1948, svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali. Da una parte, quindi, in pochissimi anni, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell’epoca, il cosiddetto neorealismo: una visione della realtà fondata sul primato del “popolare”, con le sue subordinate di regionalismo e di umanitarismo. Sull’altro versante, Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se lette all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. La ricerca continuerà nel corso degli anni coinvolgendo altri materiali e tecniche: polaroid, bleaching. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed è questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere.

Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita. Nuovi scenari e seduzioni si dispongono nell’opera in cui il progetto diviene composizione, territorio di esplorazione e punto di riflessione critica. Riflessione sull’uso della fotografia, sulla sua testimonianza attraverso la scoperta di rinnovate gestualità e contaminazioni. È l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’ immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.

Sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private fra le quali MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino; CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Unviersità di Parma; Museo d’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato; Galleria d’Arte Moderna, Roma; Calcografia Nazionale, Roma; MNAC Barcellona; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, Houston; Bibliothèque Nationale, Parigi; Museum of Fine Arts, Boston; Musée Reattu, Arles; Maison Européenne de la Photographie, Parigi, The Metropolitan Museum, New York, SFMOMA, San Francisco.

 

Accademia di Belle Arti di Bologna

Via delle Belle Arti, 54, Bologna
www.ababo.it

Ingresso libero