La famiglia Piccipoci, da poco ha acquistato un camper igienico, e ha deciso di trascorrere il finesettimana a casa degli zii del fratello della nuora del vicino di casa che, uscito per raccogliere l’immondizia, è stato mangiato dall’albero indemoniato.

Perché era uscito a raccogliere l’immondizia, il signor Pantaloni? Perché si era accorto che, la sera precedente, durante la visione del film Feroci ma acclimatati estremisti, in cui alcuni giocatori di pelota basca si danno al sesso virtuale e scoprono la fenomenologia di Brecht, non aveva finito di mangiare il suo sacco di pop corn.

Mentre l’albero, lautamente pasteggia, la reazione chimica del sangue di Pantaloni sull’erba, ricrea una formula alchemica dimenticata dai tempi di Agenore Patatini (notissimo furibondo, autore di alcuni segreti della Cola Di Rienzo, la bevanda del macho passeggiatore).

I pop corn, che prima se ne stavano calmissimi nel sacco del pattume, ora si eccitano, scoppiettano e si lanciano nel tubo di scappamento del camper igienico dei Piccipoci. Questi, ignari, partono alla volta del campeggio del Lago di Cristallo (evidente plagio), e lì incontrano il gestore, orbo da un occhio ma attentissimo alle parole crociate del venerdì mattina. Dopo aver sistemato il camper, scendono in paese per far la spesa e qui notano, con un certo disgusto, il sindaco che si pettina i capelli sotto la statua del suo predecessore. La figlia, birichina perché sedicenne e biondina, si avvicina all’anziano signore e gli propone una partita a Secca Ramazza; lui sulle prime tentenna, poi si accorge di un impegno improvviso e fugge.

I Piccipoci non si accorgono che il tempo sta cambiando rapidamente, uno scroscio di pioggia invade la piazza… loro continuano a passeggiare come se nulla fosse. Intanto, nel campeggio, i pop corn, ormai calmatisi di nuovo, assaltano le provviste dei vicini di tenda dei Piccipoci, gozzovigliando in memoria di Pantaloni.

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