I front garden, ovvero i tradizionali giardini di casa, sono per lo più prati di erba non autoctona che per essere mantenuti sempre ben curati richiedono una grande quantità di acqua, pesticidi e fertilizzanti. Questo uso spropositato di sostanze chimiche porta inevitabilmente ad una grossa dispersione di CO2 e rilascio di inquinanti, senza tenere conto dello spreco di acqua.

Ora, soprattutto negli States, sempre più proprietari di immobili, stanno gradualmente convertendo i loro giardini in aree biologiche, con fiori o anche solo pietre. Il caratteristico prato all’inglese lascia spazio ad aree verdi con piante locali lasciate crescere spontaneamente, mantenendo intatti gli habitat di vari animaletti e uccelli. Solo negli USA, delle 800 principali specie di uccelli presenti, oltre 200 sono quasi a rischio di estinzione. La parola d’ordine è quindi biodiversità.

In questo modo, bisogna incrementare alberi e arbusti che offrono il maggior rifugio e alimento alla fauna. Se avete poco spazio, inserite almeno qualche nido, sia per uccelli sia per insetti; e lasciate un mazzo di fascine per dare riparo ai ricci. Per risparmiare l’acqua si impiegheranno piante che hanno richieste idriche più appropriate al clima locale, ad esempio lavande e timi, sedum e ginepri, phlomis e rosmarino. Oltre ad alberi e arbusti, sono importanti piante decorative. Un prato fiorito dove possano crescere e disseminarsi i fiori selvatici è la soluzione migliore per invitare le farfalle: basterà seminarvi crescione dei prati, ginestrino, papavero, nigella, gipsofila, fiordaliso, malva, viole, potentilla. Ed ecco pronto un front garden che ama la natura.

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