ElenaBucci-Barnum_1Prendo il treno. Vado a Bologna a vedere il nuovo lavoro di Elena Bucci, attrice verso cui da molti anni “trattengo a stento l’ammirazione”, come direbbe Ennio Flaiano. Piove. Arrivo alle Moline, che è un teatro molto piccolo. Molto. Mistero: tutte le volte che vado lì, piove. Risultato: si aspetta fuori, accalcati, sotto la pioggia. A volte davvero non ne è valsa la pena, andare lì: il treno, la pioggia, la calca. Stavolta. Invece. Elena Bucci fa ridere. E fa piangere. E pensare. E ricordare. E vedere tante cose che lì non ci sono. Il finale, che evoca Fernando Pessoa, è da manuale di storia del teatro. Nel piccolo spazio di questo “io c’ero” non ci può proprio stare, un’attrice così grande. (michele pascarella)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here