La scena dell'esplosione in zabrinskie point

 

La scena dell'esplosione in zabrinskie point
La scena dell’esplosione in Zabriskie point

Michelangelo Antonioni: ventuno lettere che riassumono in un nome e cognome alcune delle più fondamentali pellicole del Novecento cinematografico.

Entrare a Palazzo dei Diamanti oggi non significa semplicemente visitare una mostra (“Lo sguardo di Michelangelo. Antonioni e le arti”, fino al 9 giugno), ma qualcosa di più: significa immergersi in un mondo fatto di lettere, fotografie, giornali, quadri, filmati e ricordi. Il materiale esposto è tantissimo, selezionato e organizzato con una cura che più che professionale si potrebbe definire amorevole. Si va dagli anni del dopoguerra quando il cineasta comincia a muovere i primi passi nel documentarismo (“Gente del Po” e “N.U. Nettezza urbana” rimarranno nell’immaginario collettivo), fino ad arrivare ai lavori più recenti passando per pietre miliari come “L’avventura”, “Il deserto rosso”, “Blow up”, “Zabriskie point” e “Professione: reporter”.

Stanza dopo stanza si può intuire sempre più la figura del Maestro Antonioni, la sua attenzione al particolare e la sua fame continua di sapere, conoscere, sperimentare, approfondire. Non realizzava un film se prima non conosceva a fondo il contesto che voleva raccontare e questo traspare da una mostra che oltre a presentare le sue opere espone anche il significativo background che il ferrarese man mano si costruiva. Non a caso “Blow up” è forse il film dal quale meglio traspare lo spirito che si respirava in Inghilterra nel bel mezzo degli anni ’60 tra stelle del rock in ascesa, aspiranti modelle e fotografi a caccia di scoop. Con “Zabrisckie point” ha saputo catturare e riprodurre sia la voglia di libertà e cambiamento sia la fine di un utopia con cui l’America sul finire dello stesso decennio dovette fare i conti. Ma l’aspetto preponderante e la forza de “Lo sguardo di Michelangelo”, è essere leggera e intensa allo stesso tempo. Non è una mostra riservata a cinefili e “ossessionati” del grande schermo. Coinvolgente e ricca, per lo spettatore gli spunti da approfondire rischiano di essere migliaia.

SAMUELE GOVONI

Last days. Fino al 9 giugno, Lo sguardo di Antonioni, Ferrara, Palazzo Diamanti, info: 0532 244949

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