La mia pazienza ha un’arma

 “Chew your meat for you

Pass it back and forth

In a passionate kiss

From my mouth to yours

 

Sloppy lips to lips

You’re my vitamins

I like you”

 beer“Come stai?”

“Va…”

“Ho comprato il nuovo fumetto di Tuono Pettinato, si chiama Nevermind. Indovina un po’ di che parla!”

“Lo avevo visto citato in giro…Alla fine i fumetti, per quanto mi sforzi, non mi prendono.”

“Ci credo ma questo qua è diverso…Vedi, le vignette sono come tanti quadri esposti in un museo, che oltre un senso logico dovuto all’incalzare della storia, contengono un percorso che conduce ad un secondo piano narrativo, fatto di dettagli psichedelici che non saltano subito all’occhio e che rivelano particolari di episodi accaduti nella vita di Kurt Cobain.”

nevermind6

Condotta per mano dall’amico immaginario Boddah, che ricalca la tigre di Calvin&Hobbes,  tratto la tastiera come posacenere mentre rileggo qualche vignetta mentre scrivo.

Mi soffermo su una frase che ho già ascoltato milioni di volte e ha la voce di mia madre: mentre i nostri nonni hanno avuto la grande guerra, e i nostri genitori il 68, noi abbiamo dovuto combattere con un nemico molto potente racchiuso in noi stessi.

Nevermind parla di un’intera generazione che ha re-interpretato il male di vivere come forma di ribellione e si è fin troppo commiserata, senza reagire.

Attraverso la storia di un ragazzo che non conosceremo mai, se non mediante il sentito dire, Tuono Pettinato come sempre ci descrive, parla di noi, di quello che viviamo in maniera troppo intensa e che non ci lascia andare oltre.

Si presenta così, un Kurt Cobain timido davanti alle domande dei giornalisti, che ha detta sua gli gli chiedevano cose troppe stupide, e mordace nelle dichiarazioni : “band come i Pearl jam sono responsabili di quella fusione tra rock classico, alternativo e musica del cazzo” ma dira’ poi ad Eddie Vedder durante uno dei due incontri certi della loro vita “tu sei una bravissima persona ed io ti stimo ma il tuo gruppo fa schifo”.

 

nevermind2Forse non c’è solo un momento nella vita in cui siamo, per così dire, sollevati da un ruolo,  perchè in genere interpretiamo più esigenze contemporaneamente. Ognuno di quei ruoli ha il suo copione e noi ci destreggiamo, a volte a fatica, il più delle volte inconsapevolmente, in quelle parti. In ogni caso quando siamo bombardati da situazioni emotive non sempre facili da controllare, veniamo troppo spesso sopraffatti della spontaneità dei nostri sentimenti.

L’ironia, amara di questo graphic novel, è in grado di smascherare apertamente, ma in modo sottile, la natura teatrale di un personaggio come Kurt Cobain attraverso quegli episodi che oscillano all’infinito, fra tragedia e commedia, ormai impressi nell’immaginario collettivo.

Tuono Pettinato porta così a termine un nuovo “So tutto” e si dimostra ancora una volta eccellente nel tracciare biografie col sorriso a denti stretti, fatte di analisi schiette e mai irriverenti.

 

 

 

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