La ceramica che cambia, allestimento con Paladino e Sebastian Matta sullo sfondo.

La ceramica che cambia, allestimento con Paladino e Sebastian Matta sullo sfondo.
La ceramica che cambia, allestimento con Paladino e Sebastian Matta sullo sfondo.

«La forza della ceramica sta nella sua fragilità». Così Ontani definisce la ceramica, il materiale più usato dall’uomo fin dall’antichità. Così il Mic ha inaugurato la sua mostra dedicata alla scultura ceramica italiana e non solo. In esposizione sono presenti artisti stranieri che hanno lavorato in Italia come Asger Jorn e Fontana, prendendo in esame il periodo che va dagli anni Cinquanta fino agli anni Duemila con Bertozzi e Casoni. Per la prima volta vengono esposti insieme i grandi protagonisti del Novecento e vengono catalogati anche i radicali cambiamenti che sono avvenuti in questo ambito, un percorso di innovazione e di nuovi linguaggi, grazie ai quali oggi possiamo considerare la ceramica come linguaggio privilegiato dell’arte contemporanea. Martini, Fontana e Leoncillo sono i maestri che definiscono un nuovo concetto di scultura. Poi Picassismo, Neo Cubismo, Informale, Astrattismo. La storia della ceramica dal Dopoguerra in avanti si racconta attraverso le grandi categorie della storia dell’arte e diventa materia necessaria per le rivoluzioni linguistiche. Con gli anni Settanta invece vi è un fiorire di percorsi personali e molto originali. L’obiettivo della mostra è quello di ripercorrere le varie tappe della storia scultorea ceramica dai protagonisti che ne hanno cambiato le prospettive, grazie ai contenuti innovativi e contemporanei. Nei mesi di luglio e agosto ogni martedì sera alle 18 è in programma un aperitivo con visita guidata alla mostra compresa nel biglietto di ingresso.

 

SILVIA SAVIOTTI

 

Fino al 1 febbraio 2015, Faenza, La ceramica che cambia, Mic, viale Baccarini 19. Info: 0546 697311, micfaenza.org

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