Gianfranco MoriniUna selezione di suoi divertissement: galletti, galline e pecorelle di fattura grottesca, spesso squagliati su ingranaggi meccanici e impreziositi dallo scintillio di ori e bronzi. “Il Moro mostra il mostro” è il titolo della mostra che Gianfranco Morini, detto il Moro, inaugura, durante Argillà, venerdì 5 settembre, alle 18,30, in corso Baccarini 15, a Faenza.

Come sempre Morini gioca.

Gioca a ridurre il valore della sua opera e allo stesso tempo prende in giro i meccanismi dell’arte. L’operazione è la stessa delle false dichiarazioni di critici famosi pubblicate sul suo sito. Ricordiamo quella di Philippe Daverio“Il Moro fuma, mangia, beve, chiacchiera, e intanto mi deve ancora 20 euro”.

In questa mostra espone una serie piccoli animali mostruosi che sembrano fare il verso, ma con raffinata ironia, a tanti souvenir zoomorfi presenti, probabilmente in grande quantità, sulle bancarelle di Argillà.

Gianfranco Morini è un provocatore. Le sue sculture sono un incontro e scontro con il linguaggio tradizionale della ceramica. Il Moro distrugge la bella forma, il bel disegno per generare significati diversi e allo stesso tempo per instaurare con la concretezza della materia e con lo spettatore un rapporto di gioco goliardico. Le sue opere spesso nascono da forme di argilla tradizionali come grandi vasi o piatti che poi vengono maltrattati, implosi, sbrecciati, intrappolati e fusi in cottura con catene o altri ingranaggi meccanici o impilati in file seriali.

All’interno della mostra Morini presenterà uno dei suoi ultimi lavori: una scultura installazione in ceramica e ferro di grandi dimensioni attraverso la quale recupera il piacere della serialità e quella del gesto.

All’inaugurazione sarà presente il console svizzero onorario in Italia Francesco Andina, promotore della mostra. (stefania mazzotti)

 

5-7 settembre, Faenza, Il Moro mostra il mostro, corso Baccarini 15, apertura 10-24, info: 335 301131, francomorini.it

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