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Se Iggy Pop è il cantante punk-rock per antonomasia, non vi sono dubbi che Deniz Tek del punk-rock ne sia il chitarrista Principe – anzi, bisogna dire Re. Nello stile muscoloso, secco e acido allo stesso tempo, sia coi Radio Birdman sia nelle successive avventure, Tek ha riassunto un’epoca e un’attitudine – di chitarristi bravi ne è pieno il mondo, di così esageratamente abili nell’inventare un suono e soprattutto quei micidiali riff però se ne trovano pochissimi. Lui, chiaramente, è tra gli eletti. E la chimica quando Deniz si riunisce con Rob Younger nei Radio Birdman, non ha rivali – giusto perché come Tek con la sei corde, Rob è un tipo che ha la scossa, quella dei vari Iggy Pop – ancora lui! – Johnny Rotten, Exene, Joe Strummer, Patti Smith – si muove sempre un po’ nervoso e tiene in mano il microfono in modo pericoloso, come piace a noi.

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Vi sono teorie alquanto arcane ma anche molto serie che vogliono il miglior punk-rock sull’improbabile rotta Detroit-Australia saltando a piè pari sia New York sia Londra – se si segue questo percorso, i Birdman ne sono ovviamente l’epitome, iniziando col fatto che Deniz Tek è un rocker vero, oltre che dottore e pilota di jet, giusto per non farsi mancare nulla – ricordiamo che i Radio Birdman, in origine, furono i piloti giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, quelli che volavano sotto le possibilità dei radar molto, molto vicini al suolo – Tek, insomma, è un rocker di quelli cui le mode per lui sono carta straccia – se ne è fregato, ha viaggiato appunto fra Detroit e l’Australia, non è andato oltre il culto di chi ha veramente orecchie per sentire, ma ha messo in piedi un’intricata discografia che comunque luccica perché di oro trattasi. Il massimo dei carati, naturalmente, Tek li raggiunge coi Radio Birdman – tuttora in gran forma nel mitragliare il loro verbo che per molti sfiora la religione: Smith And Wesson Blues, Aloha Steve & Danno, Man With The Golden Helmet, Hand Of Law, la classicissima cover di Loose degli Stooges e soprattutto The Brotherhood Of Al Wazah, spettacolare capolavoro del loro album di reunion Zeno Beach (2006) che viaggia su chiare frequenze Blue Öyster Cult – mandano a casa tutti dal sempre ottimo Festival Beat di Salsomaggiore con il tasso di adrenalina molto, molto alto – quello di chi sa volare sotto i radar a pelo di terra. Roba che se la incroci per strada la folgorazione è automatica…

CICO CASARTELLI

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