Presentati al salone di Enologica alcuni tra i migliori prodotti della regione in due seminari tenuti da Giammario Villa e Giorgio Melandri

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Mario Soldati scriveva che il vino è la poesia della terra.

Il nettare di Bacco può piacere o meno, ma nell’ascoltare la descrizione di un vino in degustazione non si può che avere l’impressione di sentir decantare una poesia.

Non hanno fatto eccezione i seminari tematici tenuti sabato 21 ad Enologica, il tradizionale salone del vino e del prodotto tipico promosso da Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, svoltosi a palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna.

Nove tra Albana e Sangiovese sono stati sapientemente illustrati ai giornalisti provenienti da ogni angolo del pianeta da Giammario Villa, celebre Master Taster e Ucla wine educator che ha tra i suoi compiti quello di formare in America i nuovi sommelier.

Può sembrare facile ma non lo è raccontare al mondo le peculiarità di una regione come l’Emilia Romagna, densa di storia e cultura, capace di contenere due anime ben distinte, che altrettanto nettamente si riflettono nei prodotti enologici e della tavola.

E se Villa ha narrato l’anima romagnola tra Sangiovese DOC, Riserva e Superiore e le dorate Albana, è toccato a Giorgio Melandri, curatore della manifestazione, raccontare lo spirito emiliano, con un viaggio nella storia del Lambrusco.

Se la rivista statunitense Forbes del resto ha eletto quella emiliano romagnola come miglior cucina al mondo, non potevano mancare gli abbinamenti tra cibo e vino, la strada migliore per rendere nota al mondo la Food Valley italiana, ovvero una regione che divide a metà la penisola e che conta il maggior numero nazionale di alimenti con Denominazione di Origine Protetta e ad Indicazione Geografica Protetta, ben 41 in totale, a cui vanno aggiunti 18 prodotti della vite con Denominazione di Origine Controllata e 2 a Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

E in una regione dal curriculum enogastronomico tanto pregiato i 110 tra produttori, consorzi e cantine riunitisi a Bologna per l’annuale salone non potevano che rappresentare garanzia di qualità ed eccellenza per offrire un viaggio virtuale lungo quella via Emilia che dall’anno 187 rappresenta quel tratto di congiunzione tra le due peculiari anime della regione.

 

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