NADA-COPERTINA

Chissà, forse il segreto di Nada sta tutto nel cognome: Malanima. Una che la musica italiana l’ha percorsa tutta, facendo girare la testa a Piero Ciampi e al signor Nel blu dipinto di blu Franco Migliacci, battendo Dischi per l’estate, Sanremo e Festival Bar, conquistando, quando esisteva ancora, l’hit parade con Ma che freddo fa e con quell’assoluto gioiello pop che fu Amore disperato. Soprattutto, però, ha saputo reinventarsi come nessun altra delle classiche “sciure” della canzone italiana – e senza colpo ferire, dopo anni a cantar pezzi d’altri, da quando la produsse Mauro Pagani all’epoca del sorprendente Dove sei sei (1999), ha fatto di tutto mentre Mina è ancora lì a farsi produrre da suo figlio Paciughino: collaborazioni con John Parrish (pard di PJ Harvey), i Criminal Jokers, Massimo Zamboni (CCCP, CSI), i Zen Circus, Sacri Cuori (in questo disco) e i Toys Orchestra (prossimi ad accompagnarla in tour), libri a dir poco imprevisti (consigliatissimo il romanzo Il mio cuore umano del 2008), ha suonato ovunque fra piccoli club e feste di piazza quanto con sempre grande dignità. E val la pena ricordare fra il tanto fatto, il suo penultimo lavoro, Occupo poco spazio (2014, magnificamente prodotto da Enrico Gabrielli dei Calibro 35), un album che davvero sarà ricordato negli annali fra i più belli della musica italiana dei primi scorci del Terzo Millennio.

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Sempre vogliosa e sempre temeraria, la cantante livornese ora esce con L’amore devi seguirlo, che del precedente è il seguito un po’ sì e un po’ no. Sempre brava a cavalcare sonorità nuove o almeno ad annusare cosa c’è nell’aria, nelle tematiche qui il tono è meno lacerato e drammatico che in Occupo poco spazio – semmai sembra che Nada cerchi di riappropriarsi di una certa intensità sbarazzina che la rese famosa decenni addietro, tentativo che sembra davvero andato a buon fine. In tal senso sentire Non sputarmi in faccia, peraltro già uscito come singolo a metà 2015, e La canzone dell’amore, con ospiti Massimiliano Larocca e i Sacri Cuori – piccoli, grandi gioielli rétro ma non nostalgici.

Nada con i Toys Orchestra
Nada con i Toys Orchestra

Nell’iter artistico di Nada dell’ultima quindicina d’anni vi è poi anche tutto un filone che si rifà, più che alla sempre tirata in ballo Patti Smith, a PJ Harvey, che dev’essere stata una folgorazione nel mezzo di cammin di sua vita – qui, a tal proposito, si stagliano nitidamente Una pioggia di saleAprite le città, con un testo di truculento commento sociale, e Non capisci più: non cartacarbone bensì rimandi dettati da affettuosa ammirazione. Il singolo che ci dicono essere scelto in questi giorni a rappresentare l’opera, il soffocante racconto di violenza sulla donna di La bestia, nella musica occhieggia ai Blur – e lo fa bene, con assoluta classe. I vecchi amanti della signora Malanima, infine, non potranno che ricondurre Ballata triste e L’estate sul mare (forte di un verso programmatico come «Sognare un’altra estate dentro quattro birre e un cannone per calmare la disperazione») a quando ella era sul lungo mare di Livorno a far d’ispirazione a Piero Ciampi – blues e poesia di marca italiana fra le migliori chi ci sia capitato d’udire da parecchio tempo a questa parte. Roba di Nada, che l’amore bisogna inseguirlo!

CICO CASARTELLI

NADA – L’amore devi seguirlo (Santeria/Audioglobe)

Il 19 marzo la prima data del tour al Bronson di Ravenna con i Toy Orchestra, ore 22. Info: 333 209 7141

Nada femminicidio

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