Siamo a Milano, nell’immediato dopoguerra. Augusto Giovanardi, scienziato e docente di Igiene presso l’Università Statale, da avvio a quella che sarebbe diventata una delle più illustri collezioni d’arte contemporanea in Italia. Un intenso spaccato attraverso le arti visive della società italiana alla ricerca di una nuova identità culturale, moderna e progressista: la collezione Giovanardi in questi giorni in mostra a Palazzo Fava raccoglie un nucleo prezioso di opere dei più grandi maestri del Novecento italiano tra cui Carrà, Morandi, Licini, De Pisis, Campigli e Sironi. Un raccolta straordinaria, che per più di vent’anni ha costituito il nucleo centrale del percorso espositivo del MART di Rovereto e la cui importanza è riconosciuta dal vincolo del Ministero dei Beni Culturali. Scelta di esporla nel capoluogo emiliano mette in evidenza gli importanti collegamenti con la cultura bolognese, non solo per le origini emiliano-romagnole del Professore, ma soprattutto per le sue più sentite passioni, in primis le opere di Giorgio Morandi e di Osvaldo Licini, giovani compagni di studio presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, tra i più straordinari pittori italiani del secolo scorso. L’esposizione permette quindi di ricostruire i principali snodi della pittura italiana del Novecento in un percorso culturale che attraversa la prima metà del secolo scorso per lambire le vicende artistiche successive tanto care ad un altro grande concittadino, Francesco Arcangeli. “Costruire il Novecento” è una mostra importante e ricca di capolavori, da visitare con calma e con la consapevolezza di trovarsi davanti a opere che raccontano nel loro insieme una storia allo stesso tempo collettiva e personale.

(leonardo regano)

Bologna, Palazzo Fava, via  Manzoni, 2    info:www.genusbononiae.it

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