Dal 26 novembre al prossimo 7 gennaio, il MIC di Faenza presenta il duo d’artisti milanesi Ornaghi & Prestinari in una mostra che racconta le loro ultime ricerche sulla ceramica condotte nella cittadina romagnola durante un periodo di residenza appena conclusosi al Museo Carlo Zauli, quali vincitori del Bando di Residenze indetto dal museo per il 2017. Ed è proprio qui, nelle aule di laboratorio che furono di Carlo Zauli che i due giovani artisti hanno potuto affinare le loro conoscenze sulla ceramica e sulle sue potenzialità espressive.

“È stato un onore per noi imparare a lavorare la ceramica nello studio di Carlo Zauli, un artista che stimiamo. – spiegano gli artisti – Ci affascina la sua affinità formale e filosofica con il Giappone, il lavoro materico che faceva direttamente con le zolle di terra e la sua abilità tecnica nell’utilizzo degli smalti. Ci interessa l’aspetto della forma legata all’essenza del materiale e il dialogo tra la volontà formale e il trasporto materico, così come la sensualità del materiale e il non voler costringerlo in una forma che non lo appartenga. Ci rispecchiamo particolarmente in questo ultimo aspetto: solitamente progettiamo una forma in base al materiale, di pari passo, senza forzarlo.”

Un confronto fondamentale per la loro ricerca così come l’incontro con il patrimonio ceramico conservato al MIC, dislocato tra collezioni, archivi e, in particolare, nei depositi.

 

Ornaghi & Prestinari, Cocci, 2017

E da questo confronto sono nate opere come Cocci, in stretto dialogo con  la collezione dei bianchi di Faenza ma in un progetto che, ricordiamo, non si definisce solo ceramico.

“Le opere in mostra riassumono il nostro viaggio all’interno del mondo della ceramica faentina. – raccontano gli artisti – Raccolgono una pluralità di visioni sullo stesso materiale, tante anime che non abbiamo voluto condensare in un unico elemento. Restituiscono un insieme frammentario, racconti, micro-cosmi, cose che instaurano relazioni tra loro e con l’uomo, che fanno parte di una teatralità ironica e domestica. Poesie visive, processi combinatori per costruire ritratti. Oggetti creati dalla terra, vasi e contenitori, che raccontano della vita dell’uomo. Residui frammentari, riflessioni e intuizioni che derivano da un vissuto personale, scenari di intimità. Abbiamo lavorato sulla dimensione pittorica della scultura e sulle possibilità offerte dal materiale”.

 

La residenza è stata anche un stimolo per attivare una lezione frontale con gli studenti dell’ISIA, l’università del design di Faenza.

Alla residenza è inoltre collegato il Corso per Curatori MCZ, percorso formativo sul campo destinato a studenti selezionati dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Ravenna.

Residenza e mostra porteranno ad una pubblicazione  che includerà immagini del periodo di residenza, e delle opere, oltre ad una intervista agli artisti da Matteo Zauli, direttore del MCZ e Irene Biolchini, junior curator MIC. Il catalogo verrà presentato al Museo Carlo Zauli il 18 dicembre in presenza di artisti e critici.

Fino al 7 gennaio 2018

Per informazioni:

micfaenza.org

(l.r.)

 

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