La linea sottile che congiunge cinema e musica è sempre stata ben visibile sotto gli occhi di tutti, ma l’esperienza di alcuni artisti che tranquillamente passano da musicisti a registi esplica ancora di più il legame indissolubile tra queste due arti. Un esempio lampante contemporaneo è Luciano Ligabue, pluripremiato cantautore, famoso in tutto il mondo, in grado di riempire interi stadi per i suoi concerti, che si è dimostrato anche un abilissimo regista fin dal 1998 quando è uscito il suo “Radiofreccia”, che gli è valso l’anno successivo un David di Donatello, un Nastro d’argento, un Globo d’oro e un Ciak d’oro. Talento che ha riconfermato dopo qualche anno con “Da zero a dieci” (2002) e che oggi riporta nelle sale con “Made in Italy”, il film che prende il titolo dal suo ultimo e omonimo album. Il musicista, insieme alla sua pellicola, sta facendo ora il giro dell’Emilia-Romagna: dopo le presentazioni al neonato Cinema Fulgor di Rimini e al Cinepiù della sua amata Correggio, venerdì 2 febbraio il regista arriva anche al Cinepalace di Riccione.

Attraverso i suoi film, Ligabue ha più volte sottolineato la sua presenza e il suo amore per il nostro territorio e l’uscita del suo ultimo lavoro si presta come occasione perfetta per un salto nel passato, ripercorrendo i set che hanno immortalato per sempre immagini della nostra Emilia-Romagna regalandole così al grande schermo e al mondo intero.

Correggio

Il suo percorso come regista non poteva che avere inizio nella sua adorata Correggio, sua città natale. È sullo sfondo di questo borgo infatti che si apre “Radiofreccia”, con le registrazioni dei radioascoltatori che, contenti o dispiaciuti, salutano la radio che sta per chiudere per sempre. Ed è sempre sulle medesime immagini che ha inizio il flashback con il quale si racconta la nascita nel 1975 di Radio Raptus, una delle tante radio libere del periodo, e le avventure dei suoi fondatori.  La carrellata iniziale riprende proprio questo scorcio in foto e andando poco più avanti nel film si vedrà un giovane Stefano Accorsi all’interno del cimitero di Correggio.

Nelle riprese del film vengono inclusi però anche altri numerosi paesini della provincia reggiana. In particolare si possono riconoscere Novellara e Rio Saliceto, nonché altri piccoli particolari come i ponti di barche di Torre d’Oglio. La location, verso il finale del film, si sposta poi verso il modenese, nella bellissima e suggestiva località di Carpi di cui si riconoscono il Supercinema 70 davanti al quale Freccia ruba una Mercedes, Piazza dei Martiri dove sfila il corteo del  funerale e il Castello dei Pio.

Rimini

Con “Da Zero a Dieci” Ligabue abbandona momentaneamente Correggio per seguire le avventure dei quattro protagonisti in vacanza a Rimini per trascorrere insieme un fine settimana indimenticabile. “Rimini è come il blues, dentro c’è di tutto” recitano le parole del protagonista mentre sullo schermo scorrono foto della città vista dall’alto di giorno e illuminata di notte. Il Grand Hotel, Fiabilandia, le discoteche, le strade trafficate del centro, tutta una meraviglia che entra in contrasto con la prima immagine di un mare sporco, pieno di cartacce e dall’acqua torbida. E come dice il narratore infatti, i quattro amici non vanno in vacanza al mare, ma a Rimini. Su queste immagini si costruisce una volta per tutte il mito e la leggenda di una città che ha tutto da offrire, dove tutto ciò che è all’insegna del divertimento è realizzabile.

Ciò non significa che nel film manchino le spiagge, sia di Rimini che di Riccione: è in riva che i protagonisti passano la loro prima notte di vacanza, dove si risveglieranno il giorno seguente, e sempre al mare faranno il bagno vestiti con i materassini. Ovviamente tra le altre location si potranno anche riconoscere non solo le strade di Marina Centro lungo le quali i protagonisti passeggiano e passano le giornate tra un bar e l’altro, ma anche i monumenti dell’Italia in Miniatura.  Infine, prima dell’epilogo che chiude il film, le immagini del famoso Autodromo di Misano  diventano lo sfondo crudele dove si consuma la tragica sorte di Libero.

Scena del film “Da Zero a Dieci”

Ora, dopo l’incursione riminese, al regista non resta che tonare a Correggio e nelle zone attorno a Reggio Emilia. Qui trovano luogo le vicissitudini di “Made in Italy” e del suo protagonista Riko, operaio e padre di famiglia che si guadagna ogni giorno da vivere seguendo i precetti della società che lo circonda, ma che dentro di sé nasconde un fuoco, una rabbia contro il suo tempo e il suo scorrere incessante.

Correggio, Rimini, Correggio: Ligabue chiude come una sorta di cerchio, partito e concluso nella sua città natale. Il filo conduttore? L’Emilia-Romagna, un gruppo di amici e della buona musica. Non resta dunque che seguire il suo esempio e godersi il tour in buona compagnia.

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