Quella delle Aree di Coincidenze è una serie di lavori che tornano ciclicamente nella ricerca di Adriano Altamira. Milanese, classe 1947, Altamira ha una prima formazione come teorico e studioso della materia. Come critico scrive su numerose riviste, tra cui NAC, Flash Art, Le Arti, Studio G7, che dirige per alcuni anni, e in seguito Artistes, Tema Celeste, FMR. Conosce, giovanissimo, Vincenzo Agnetti; poi diventa assiduo frequentatore di Luciano Fabro e degli artisti a lui vicini; ma anche di Franco Vaccari ed altri più legati al mondo della fotografia, la tecnica con cui segnerà i suoi esordi come artista.

Area di Coincidenza è uno dei suoi primi lavori, iniziato nel 1972. Adriano Altamira studia la frequenza con cui si ripresentano determinate costanti culturali e iconografie nell’opera di diversi autori. La sua attenzione si lega a come, pur non conoscendosi, essi arrivino a soluzioni identiche o simili. Ed è proprio questa “invenzione simultanea” che stimola Altamira ad un confronto, antropologico e sociologico prima che artistico, e che è pensato come un vero e proprio work in progress su cui oggi egli ritorna, dimostrando l’attualità di tale ricerca.

Dopo l’antologica del 2002 Altamira non si è limitato a riordinare i materiali già in suo possesso, ma ha anche terminato alcuni lavori lasciati incompleti, concluso vecchi progetti rimasti allo stato di mera intenzione, ed anche eseguito alcuni nuovi lavori finora mai esposti.

Vecchie e nuove aree di coincidenze è allora non solo l’occasione per tornare ad esporre in città il lavoro di Altamira, ma anche lo spunto per ragionare su un processo di interconnessione culturale in cui siamo immersi e di cui spesso ignoriamo gli effetti.

Fino al 16 giugno

Galleria Studio G7, Via Val D’Aposa 4A, 40123, Bologna
Info: www.galleriastudiog7.it

(l.r.)

 

 

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