Si intitola  La grande occasione, la nuova personale che la Galleria de’ Foscherari dedica a Mario Ceroli, una mostra che leggiamo come un’appassionata dichiarazione di intenti e di sentire comune che lega la storica galleria bolognese allo scultore abruzzese. L’entusiasmo è sempre lo stesso, uguale a quello che cinquant’anni fa accompagnò la prima, storica, esposizione delle opere del maestro della pop art italiana nel capoluogo emiliano.

Grandi pastelli ad olio su tela segnano lo spazio di un’esposizione che sorprende e incanta per eleganza e bellezza: in pochi gesti, sicuri e rapidi, Mario Ceroli traccia linee che si addensano in forme e volumi che ricordano la sua propensione naturale alla scultura e ci raccontano un’arte rigogliosa ed entusiasta. 

Come osserva Vittorio Boarini nel testo che accompagna la mostra, sono linee ricordano quelle della vita di un albero: «animate e colorate dall’artista che le ha fissate sulla tela per ricordarci che all’origine del suo operare c’è l’albero con la sua vitalità naturale. […] Sappiamo bene che l’artista ha prodotto nel 1970 una delle sue opere più celebri, L’albero della vita, e sappiamo anche che l’albero non è soltanto un simbolo biblico, ma un ineludibile punto di riferimento in tutte le culture. Arrivati all’albero, alla radice prima dell’attività di un artista che affronta la rilettura del suo passato con baldanza giovanile, lascio agli spettatori e agli storici dell’arte il compito di risalire fino alle grandi tele per svelarne il contenuto più profondo. Io aggiungo solo che credo di aver capito ciò che Ceroli intende più precisamente quando parla della sua grande occasione: andare con altri mezzi, all’apparenza più tradizionali, alla radice del suo operare per scoprire che essa è anche l’origine della vita».

Fino al 7 ottobre 2018

Galleria de’ Foscherari, Bologna, via Castigline 2/B

Info: defoscherari.com

(l.r.)

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