NESPOLO, «VENTI DI IRONIA» SOFFIANO AL GLANCE ART STUDIO

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Enigmi - 40 x 60, acrilici

Ugo Nespolo, la cui carriera è iniziata negli anni ’60, non ha mai abbandonato la Pop Art e il piacere di derivazione dadaista per il gioco e la filastrocca, per l’ironia trasgressiva e divertita. A questa dagli anni ’70 aggiunge una ricerca sul fare che appartiene all’alto artigianato artistico spaziando dal ricamo, alla porcellana, all’argento, all’ebano, all’argento.

A Forlì, il Glance Art Studio espone in esclusiva gli ultimi suoi lavori. Sono 20 opere realizzate con la tecnica del ricamo, arte che accompagna il maestro fin dagli anni ’70. La mostra che sarà inaugurata il 9 novembre, alle 18, con presentazione critica di Silvia Arfelli, si intitola infatti Il mago zigo-zago posa il filo e prende l’ago e riprende un’esposizione ormai storica dello stesso Nespolo, realizzata negli anni Settanta alla Galleria Blu di Milano, nell’epoca in cui la sperimentazione e la rilettura di pratiche recuperate anche dall’ambito artigianale venivano presentate come nuove forme di rivisitazione formale.

«Pensarsi Mago sì, ma di quelli annoiati e casalinghi – commenta l’artista stesso – quelli della gioia di farsi tutto da sé in casa evitando inutili e faticosi musei statici e noiosi, installazioni disneyane per l’amore del nostro fedele caminetto, del nostro gatto sulle ginocchia».

Intenzionalmente Nespolo abbassa al rango dell’umile arte casalinga del ricamo e di riproducibilità fatta in casa famosissime opere di artisti contemporanei divenuti ormai delle vere e proprie star: da Maurizio Cattelan a Vanessa Beecroft, da Damien Hirst a Jeff Koons, da Marina Abramovich a Marc Quinn. Così la maestosità di opere di grandi dimensioni vengono riportate con dissacrante ironia alle dimensioni dell’opera da salotto, una per ciascuno, in venti deliziosi pezzi a ricamo delle dimensioni di cm. 100×100.

«Anche in questa ultimissima produzione – spiega Silvia Arfelli – Nespolo si esprime al di fuori di schemi e vincoli, in una libertà divertita e ironica al tempo stesso, che lo ha portato a sottolineare in modo ludico non dell’arte, ma del suo sistema, continuando certamente a relazionarsi con il Futurismo e con il Surrealismo, ma anche con evidenti echi dell’Internazionale Situazionista: la riflessione leggera e irriverente di una certa spettacolarizzazione dell’arte che Nespolo ha sempre utilizzato nei ricami come in altre opere».

Fino al 12 dicembre, Forlì, Glance Art Studio, via Ugo Bassi 17. Info: 0543 096390, glanceartstudio.com

 

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